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Età pensione 2026: quando puoi andare in pensione

Scopri i requisiti per andare in pensione nel 2026: età, contributi, quota 103, pensione anticipata. Procedura chiara e aggiornata.

· in questa guida
ultimo aggiornamento
16 maggio 2026
Revisione programmata: 12 novembre 2026
Te lo
diciamo
subito.
Scopri i requisiti per andare in pensione nel 2026: età, contributi, quota 103, pensione anticipata. Procedura chiara e aggiornata.

Età pensione 2026: quando puoi andare in pensione e con quali requisiti

Te lo diciamo noi: nel 2026 puoi andare in pensione di vecchiaia a 67 anni con almeno 20 anni di contributi, oppure prima con la pensione anticipata se hai 42 anni e 10 mesi di contributi (41 e 10 se sei donna). Ci sono anche Quota 103 e Opzione Donna. Leggi qui per capire quale via fa per te, poi ti diciamo come presentare la domanda.


Cosa devi avere a portata di mano

Prima di iniziare, prepara questi elementi:

  • Documento d’identità in corso di validità
  • Codice fiscale
  • Credenziali SPID, CIE o CNS per accedere al portale INPS
  • L’estratto conto contributivo (lo trovi sul portale INPS, sezione “Il mio fascicolo previdenziale”)
  • Le buste paga degli ultimi mesi e la storia lavorativa completa, comprese eventuali contribuzioni versate a casse professionali o periodi di lavoro all’estero
  • 30 minuti per verificare la tua posizione e, se i requisiti ci sono, completare la domanda

I requisiti per andare in pensione nel 2026: quadro generale

Esistono quattro vie principali. Non sono alternative equivalenti: ognuna ha requisiti diversi, importi diversi e conviene a persone diverse.

Pensione di vecchiaia

È la via ordinaria. Nel 2026 i requisiti sono:

  • 67 anni di età
  • 20 anni di contributi (almeno 1 anno deve essere effettivo, non figurativo)

L’età di 67 anni vale per dipendenti pubblici e privati, lavoratori autonomi, artigiani, commercianti. Non cambia in base alla categoria.

Attenzione: i 67 anni sono confermati fino al 2026. Dal 2027 potrebbero aumentare, adeguati all’aspettativa di vita ISTAT. Al momento della redazione di questo articolo, la variazione per il biennio 2027-2028 è zero, ma tienilo d’occhio se sei vicino alla soglia.

Pensione anticipata ordinaria

Puoi uscire a qualsiasi età se hai accumulato:

  • 42 anni e 10 mesi di contributi (uomini)
  • 41 anni e 10 mesi di contributi (donne)

Non ci sono penalizzazioni sull’assegno. C’è però una finestra di attesa di tre mesi tra il raggiungimento dei requisiti e il primo assegno.

Questa è la via più conveniente se hai iniziato a lavorare giovane e hai una lunga carriera contributiva.

Quota 103

È la somma di età anagrafica e anni di contributi che deve raggiungere 103. Nel 2026 i requisiti minimi sono:

  • 61 anni di età
  • 42 anni di contributi

C’è una finestra di attesa di tre mesi per i dipendenti privati, sei mesi per i dipendenti pubblici.

Attenzione, e questa è la parte importante: con Quota 103 l’assegno viene calcolato interamente con il metodo contributivo, anche se hai contributi versati prima del 1996. Questo può ridurre l’importo mensile in modo significativo rispetto alla pensione anticipata ordinaria. Se ti mancano pochi mesi ai requisiti per la pensione anticipata ordinaria, conviene aspettare e fare i conti.

Opzione Donna

Riservata alle lavoratrici. Nel 2026 i requisiti sono:

  • 61 anni di età (60 anni per chi ha almeno un figlio, 59 anni per chi ne ha almeno due)
  • 35 anni di contributi

Anche qui l’assegno è calcolato interamente con il metodo contributivo. La finestra di attesa è di dodici mesi per le lavoratrici dipendenti e diciotto mesi per le autonome.

Vale la pena considerarla solo se hai pochi contributi rispetto agli anni lavorati, o se la carriera ti consente comunque un assegno accettabile.


Come fare passo passo

Come verificare la tua posizione e presentare la domanda di pensione

  1. Accedi al portale INPS con SPID, CIE o CNS. Vai su inps.it e clicca su “Accedi”. Se non hai ancora le credenziali digitali, attivale prima: senza non puoi fare nulla online.

  2. Apri il fascicolo previdenziale. Nella sezione “Il mio fascicolo previdenziale” trovi l’estratto conto contributivo. Qui vedi il numero esatto di settimane (o anni) di contributi versati, divisi per periodi e datori di lavoro.

  3. Verifica i requisiti 2026. Confronta la tua età attuale e i tuoi anni di contributi con la tabella qui sotto. Individua il tipo di pensione per cui sei già in possesso dei requisiti, o calcola quanti mesi ti mancano.

    Tipo di pensioneEtà minimaContributi minimiFinestra di attesa
    Vecchiaia67 anni20 anniNessuna (1° del mese successivo)
    Anticipata ordinaria (uomini)Qualsiasi42 anni e 10 mesi3 mesi
    Anticipata ordinaria (donne)Qualsiasi41 anni e 10 mesi3 mesi
    Quota 10361 anni42 anni3 mesi (dipendenti privati), 6 mesi (pubblici)
    Opzione Donna61 anni*35 anni12 mesi (dipendenti), 18 mesi (autonome)

    *60 con 1 figlio, 59 con 2 o più figli.

  4. Simula l’importo dell’assegno. Sempre sul portale INPS, usa il simulatore “La mia pensione futura”. Inserisci i dati che ti vengono richiesti (reddito attuale, contributi, età di uscita prevista) e ottieni una stima dell’assegno mensile lordo. Il simulatore è indicativo, non vincolante, ma ti dà un’idea realistica di cosa aspettarti.

    Attenzione: il simulatore funziona bene per chi ha una carriera lineare. Se hai periodi di lavoro all’estero, contributi in casse professionali separate (avvocati, ingegneri, medici) o discontinuità lavorative importanti, i risultati potrebbero essere meno precisi. In questi casi vale la pena chiedere una consulenza a un patronato.

  5. Scegli la finestra di decorrenza. La pensione non parte il giorno stesso in cui maturi i requisiti. Per ogni tipo di pensione c’è un’attesa (vedi tabella). Calcola: data di raggiungimento requisiti + finestra di attesa = primo assegno. Questo ti serve per pianificare quando smettere di lavorare.

  6. Presenta la domanda sul portale INPS. Accedi a inps.it, vai su “Domanda di pensione” (la trovi nella sezione Pensioni o cercando nel motore interno). Compila il modulo passo passo: ti chiede tipo di pensione, dati anagrafici, modalità di pagamento, eventuali documenti aggiuntivi. Alla fine invia e conserva il numero di protocollo.

    In alternativa puoi presentare la domanda tramite un patronato (INCA, ACLI, CAF, ecc.): il servizio è gratuito per il pensionando. Utile se hai una situazione contributiva complicata.

  7. Monitora la pratica. Dopo l’invio, torna sul portale INPS nella sezione “Pratiche” e controlla lo stato. L’INPS può chiederti documenti integrativi: rispondi entro i termini indicati nella comunicazione. Se non rispondi, la pratica si blocca e puoi perdere la data di decorrenza.


Cosa fare se qualcosa va storto

Non riesci ad accedere al portale INPS. Il problema è quasi sempre nelle credenziali digitali (SPID, CIE, CNS). Verifica che le tue credenziali siano attive e non scadute. Se usi SPID, prova a fare un login di test su un altro sito (es. INAIL o Agenzia delle Entrate) per capire se il problema è il tuo SPID o il sito INPS.

L’estratto conto contributivo riporta anni mancanti. Se sai di aver lavorato in un periodo che non appare, puoi richiedere una ricongiunzione contributiva o un riscatto (ad esempio degli anni universitari, se non li hai già riscattati). Rivolgiti a un patronato: i tempi per regolarizzare questi periodi possono essere lunghi, quindi muoviti per tempo.

Il simulatore dà un importo molto più basso del previsto. Può succedere se hai periodi lavorativi non ancora correttamente registrati, o se stai scegliendo una via (es. Quota 103) che applica il contributivo su tutta la carriera. Prova a simulare scenari alternativi: magari aspettare 12 mesi in più e uscire con la pensione anticipata ordinaria ti conviene sensibilmente.

La domanda viene respinta. L’INPS ti manda una comunicazione con il motivo del rigetto. I motivi più comuni sono: requisiti non raggiunti, contributi non ancora accreditati, documenti mancanti. Hai 90 giorni per fare ricorso amministrativo (tramite patronato) o ricorso giudiziario.

Hai periodi di lavoro all’estero in paesi UE. I contributi versati in altri paesi dell’Unione Europea si possono totalizzare con quelli italiani per raggiungere i requisiti. Serve però fare domanda specifica e i tempi di gestione sono più lunghi. L’INPS coordina il processo con gli istituti degli altri paesi.

Hai versato contributi a una cassa professionale (avvocati, ingegneri, medici, ecc.). Le casse professionali sono enti autonomi, non sono INPS. La tua pensione principale potrebbe essere erogata dalla cassa, non dall’INPS. Contatta direttamente la tua cassa di appartenenza per i requisiti specifici.


Un caso pratico: Mario, 62 anni, 40 anni di contributi

Mario ha 62 anni e 40 anni di contributi. Vuole capire se può andare in pensione.

  • Pensione di vecchiaia: no, ha 62 anni, ne servono 67.
  • Pensione anticipata ordinaria: no, ha 40 anni di contributi, ne servono 42 e 10 mesi. Gli mancano circa 2 anni e 10 mesi.
  • Quota 103: potenzialmente sì. Ha 62 anni e 40 anni di contributi: 62 + 40 = 102. Gli manca 1 anno di contributi (o 1 anno di età) per arrivare a 103. Se aspetta un anno, a 63 anni con 41 anni di contributi: 63 + 41 = 104. I requisiti minimi sono 61 anni e 42 anni: a 63 anni con 41 anni non è ancora a 42 anni di contributi. Deve aspettare di avere 42 anni di contributi, o raggiungere i 61 anni con già 42 anni. Con 40 anni attuali, deve aspettare ancora 2 anni.

Il punto è che Mario deve fare i conti precisi sulla sua data: quando compie gli anni, quando matura i contributi. Non basta sapere “ho 40 anni di contributi”: serve sapere quanti anni, mesi e settimane, e confrontarli con i requisiti alla settimana.

Questo lo fa il simulatore INPS, o un patronato con la tua situazione reale davanti.


Quando conviene aspettare

Andare in pensione prima non è sempre conveniente. Ci sono tre ragioni per cui può valere la pena aspettare qualche mese in più:

  1. L’assegno cresce. Ogni anno di lavoro aggiuntivo aumenta i contributi versati, quindi l’assegno mensile. Con il metodo contributivo la relazione è diretta.

  2. Eviti il contributivo di Quota 103. Come detto, Quota 103 applica il contributivo su tutta la carriera. Se ti mancano 12-18 mesi alla pensione anticipata ordinaria, aspettare ti garantisce un assegno calcolato col metodo misto (molto più favorevole per chi ha iniziato a lavorare prima del 1996).

  3. Le finestre di attesa si sommano. Se smetti di lavorare il giorno dei requisiti, aspetti comunque 3-6 mesi prima di ricevere il primo assegno. Calcola con attenzione per non trovarti senza reddito per un periodo più lungo del previsto.


Fonti ufficiali


Domande frequenti

Quanti anni ci vogliono per andare in pensione nel 2026?

Dipende dal tipo di pensione. Con la pensione di vecchiaia servono 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi. Con la pensione anticipata servono 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini (41 anni e 10 mesi per le donne), indipendentemente dall’età. Con Quota 103 servono almeno 61 anni di età e 42 anni di contributi, con la somma che deve fare almeno 103.

Cos’è Quota 103 e posso usarla nel 2026?

Quota 103 è la somma di età anagrafica e anni di contributi che deve arrivare almeno a 103. Nel 2026 servono almeno 61 anni di età e 42 anni di contributi. È prorogata anche per il 2026, ma con una condizione importante: l’assegno viene calcolato interamente con il metodo contributivo, anche per chi ha contributi versati prima del 1996. Questo può ridurre l’importo mensile in modo significativo rispetto alla pensione anticipata ordinaria.

Cosa succede se ho iniziato a lavorare prima del 1996?

Se hai contributi versati prima del 1° gennaio 1996 rientri nel sistema misto: una parte dell’assegno si calcola con il metodo retributivo, più favorevole, l’altra con il contributivo. I requisiti di accesso alle varie forme di pensione rimangono gli stessi, ma l’importo finale può essere più alto rispetto a chi è interamente nel contributivo.

Posso andare in pensione prima dei 67 anni senza penalizzazioni?

Sì, con la pensione anticipata ordinaria raggiungi i limiti contributivi (42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 e 10 per le donne) e puoi uscire a qualsiasi età. Non ci sono penalizzazioni sull’assegno se sei nel sistema misto o retributivo. Con Quota 103 e Opzione Donna, invece, l’assegno è calcolato interamente col metodo contributivo, il che di fatto è una penalizzazione implicita per chi ha carriere lunghe con contributi versati prima del 1996.

Quanto tempo ci vuole dall’invio della domanda all’inizio dell’assegno?

In media dai 60 ai 90 giorni, a cui si aggiunge la finestra di attesa prevista per il tipo di pensione scelto. La data di decorrenza dipende da quando maturi i requisiti: conta il mese successivo al raggiungimento, non la data di invio della domanda. Presentala con qualche mese di anticipo rispetto alla data in cui vuoi smettere di lavorare.

Dove controllo quanti contributi ho versato?

Sul sito INPS, nella sezione “Il mio fascicolo previdenziale”. Accedi con SPID, CIE o CNS. Trovi il numero esatto di settimane contributive accumulate, divise per periodi e datori di lavoro. Puoi usare anche il simulatore “La mia pensione futura” per una stima dell’assegno in diversi scenari di uscita.

Posso continuare a lavorare dopo aver fatto domanda di pensione?

Non puoi cumulare la pensione anticipata con un reddito da lavoro dipendente o autonomo pieno. Esistono eccezioni: il lavoro autonomo occasionale sotto i 5.000 euro lordi annui è consentito. Con la pensione di vecchiaia il cumulo con qualsiasi tipo di reddito da lavoro è invece libero. Se stai valutando situazioni particolari (part-time, collaborazioni), chiedi conferma a un patronato prima di procedere.


Ultimo aggiornamento: 16 maggio 2026. Aggiornamento con conferma dei requisiti per il 2026: età pensione di vecchiaia confermata a 67 anni, Quota 103 prorogata con metodo contributivo integrale, Opzione Donna confermata. Prossima revisione prevista: 12 novembre 2026.

★ Fonti ufficiali consultate
Le informazioni di questa guida si basano su fonti istituzionali verificate.

Le cose che chiedete più spesso

Q.01 «Quanti anni ci vogliono per andare in pensione nel 2026?» +
Te lo diciamo noi: Dipende dal tipo di pensione. Con la pensione di vecchiaia servono 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi. Con la pensione anticipata servono 42 anni e 10 mesi di contributi (uomini) o 41 anni e 10 mesi (donne), indipendentemente dall'età.
Q.02 «Cos'è Quota 103 e posso usarla nel 2026?» +
Te lo diciamo noi: Quota 103 è la somma di età anagrafica e anni di contributi che deve arrivare a 103. Nel 2026 servono almeno 61 anni di età e 42 anni di contributi. È prorogata ma con l'assegno calcolato interamente con il metodo contributivo, il che può ridurre l'importo rispetto alla pensione ordinaria.
Q.03 «Cosa succede se ho iniziato a lavorare prima del 1996?» +
Te lo diciamo noi: Se hai contributi versati prima del 1° gennaio 1996 rientri nel sistema misto: una parte dell'assegno si calcola con il metodo retributivo (più favorevole), l'altra con il contributivo. I requisiti di accesso rimangono gli stessi, ma l'importo finale può essere più alto.
Q.04 «Posso andare in pensione prima dei 67 anni senza penalizzazioni?» +
Te lo diciamo noi: Sì, con la pensione anticipata ordinaria: raggiungi i limiti contributivi (42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 e 10 per le donne) e puoi uscire a qualsiasi età. Non ci sono penalizzazioni sull'assegno se sei nel sistema misto o retributivo. Con Quota 103, invece, l'assegno è calcolato tutto col contributivo.
Q.05 «Quanto tempo ci vuole dall'invio della domanda all'inizio dell'assegno?» +
Te lo diciamo noi: In media 60-90 giorni per la pensione di vecchiaia, un po' di più per alcune pensioni anticipate. La data di decorrenza dipende da quando maturi i requisiti: conta il mese successivo al raggiungimento, non la data di invio della domanda.
Q.06 «Dove controllo quanti contributi ho versato?» +
Te lo diciamo noi: Sul sito INPS, nella sezione 'Il mio fascicolo previdenziale'. Accedi con SPID, CIE o CNS. Trovi il numero di settimane contributive accumulate e puoi usare il simulatore 'La mia pensione futura' per una stima dell'assegno.
Q.07 «Posso continuare a lavorare dopo aver fatto domanda di pensione?» +
Te lo diciamo noi: No, non puoi cumulare pensione anticipata e reddito da lavoro dipendente o autonomo pieno. Esistono eccezioni limitate (lavoro autonomo occasionale sotto i 5.000 euro lordi annui). Con la pensione di vecchiaia il cumulo è invece libero.
⚠ Nota importante Le informazioni contenute in questa guida hanno scopo divulgativo e sono aggiornate alla data indicata. Non sostituiscono il parere di un professionista (commercialista, avvocato, consulente del lavoro, patronato) per casi specifici. Per procedure che cambiano frequentemente, verifica sempre sul sito ufficiale dell'ente di riferimento prima di agire. chitelodice.it non è un ente pubblico e non ha responsabilità sulle decisioni prese sulla base di queste informazioni.