Bonus asilo nido INPS: a chi spetta, quanto vale e come fare domanda
Te lo diciamo noi: il bonus asilo nido INPS è un rimborso sulle rette del nido o sul supporto educativo a domicilio per i bambini under 3. Vale fino a 3.000 euro l’anno, dipende dal tuo ISEE minorenni, e si chiede online sul portale INPS. La domanda va fatta entro il 31 dicembre dell’anno di frequenza. Ecco tutto quello che ti serve sapere.
Cosa devi sapere subito
- Il bonus vale fino a 3.000 euro annui per i bambini fino a 3 anni
- L’importo cambia in base all’ISEE minorenni: più basso è l’ISEE, più alto è il rimborso
- Si chiede online su inps.it, con SPID o CIE
- Vale anche per i nidi privati non convenzionati, purché autorizzati
- La scadenza per fare domanda è il 31 dicembre dell’anno di frequenza, senza eccezioni
A chi spetta il bonus asilo nido
Il bonus spetta ai genitori — o a chi ha la responsabilità genitoriale — di bambini nati dal 1° gennaio 2016 in poi, che frequentano un asilo nido pubblico o privato autorizzato, oppure che ricevono assistenza educativa domiciliare perché non possono frequentare il nido per ragioni di salute certificata.
Per il 2026, le condizioni da soddisfare sono tutte e tre contemporaneamente:
- Il bambino ha meno di 3 anni al momento della frequenza
- Il genitore richiedente è residente in Italia
- Hai un ISEE minorenni in corso di validità
Non c’è un requisito reddituale minimo: anche le famiglie con ISEE alto possono fare domanda, ma ricevono un importo inferiore. Chi non presenta l’ISEE riceve l’importo più basso previsto.
Attenzione: se il bambino ha una disabilità certificata, il limite dei 3 anni non vale. Il bonus si estende per altri tre anni dopo la diagnosi.
Quanto vale il bonus: gli importi per ISEE nel 2026
Il bonus non è fisso per tutti. INPS calcola il rimborso mensile sulla base dell’ISEE minorenni che hai dichiarato. Gli importi annui massimi, per il 2026, sono questi:
| ISEE minorenni | Importo massimo annuo | Importo mensile massimo |
|---|---|---|
| Fino a 25.000 € | 3.000 € | 272,73 € |
| Da 25.001 € a 40.000 € | 2.500 € | 227,27 € |
| Oltre 40.000 € (o senza ISEE) | 1.500 € | 136,36 € |
Questi sono i tetti massimi: INPS rimborsa la spesa effettivamente sostenuta, fino a quella cifra. Se hai pagato meno della soglia, prendi il rimborso di quanto hai pagato davvero.
Carte alla mano: se hai un ISEE di 20.000 euro e hai pagato 250 euro al mese per 10 mesi, prendi 2.500 euro, non 3.000. Il bonus copre la spesa reale, non è un assegno forfettario.
Cos’è il supporto domiciliare e quando si usa
C’è un secondo scenario coperto dal bonus: il supporto educativo a domicilio. Vale per i bambini under 3 che, per ragioni di salute grave e duratura, non possono fisicamente frequentare il nido.
In questo caso il genitore può assumere una persona qualificata per l’assistenza educativa in casa. Il rimborso funziona con la stessa logica delle rette: stesso ISEE, stesse fasce di importo.
Per accedere a questa opzione ti serve una documentazione medica che attesti l’impossibilità a frequentare il nido. INPS la valuta in fase di istruttoria.
Non vale per le babysitter generiche: deve essere un’assistenza educativa documentata, con un contratto regolare.
Come fare domanda passo passo
La domanda si fa online, sul portale INPS. Non si può fare allo sportello, non si manda per posta. L’unico canale valido è digitale: tramite portale web, APP INPS Mobile, oppure tramite un CAF o un patronato se hai difficoltà a farlo da solo.
Ecco i passaggi nell’ordine giusto:
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Ottieni l’ISEE minorenni valido. Vai al CAF oppure accedi al portale INPS e compila la DSU online. Senza ISEE minorenni in corso di validità non puoi fare domanda nel rango più favorevole. Puoi farlo anche dopo aver iniziato la frequenza: l’ISEE retroagisce all’anno solare.
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Raccogli le ricevute di pagamento delle rette. Servono le ricevute mensili rilasciate dall’asilo: indicano l’importo pagato, il periodo di riferimento e i dati della struttura. Tienile tutte fin dal primo mese di frequenza.
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Verifica che la struttura sia autorizzata. L’asilo privato deve avere l’autorizzazione comunale o regionale al funzionamento. Chiedi alla segreteria dell’asilo e conserva copia del documento.
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Accedi a inps.it con SPID o CIE. Vai nella sezione “Prestazioni e servizi”, cerca “Bonus asilo nido” e apri il modulo di domanda. Non serve intermediario: il portale guida passo passo.
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Compila il modulo. Inserisci i dati anagrafici del bambino, i dati della struttura (codice fiscale dell’asilo o del gestore), l’IBAN su cui ricevere il rimborso, e l’importo delle rette per ogni mese.
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Carica i documenti. Per ogni mese per cui chiedi il rimborso, allega la ricevuta di pagamento in formato PDF o immagine. La documentazione deve essere leggibile.
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Invia la domanda. Dopo l’invio ricevi un numero di protocollo via email e nel tuo fascicolo INPS. Conservalo. La domanda è consultabile in qualsiasi momento nel Fascicolo Previdenziale del Cittadino.
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Attendi l’istruttoria. INPS verifica i dati e, se tutto è in ordine, dispone il pagamento sull’IBAN indicato. I tempi variano, ma di norma si attendono 2-4 mesi dall’invio.
Entro quando fare domanda: le scadenze che non puoi ignorare
La scadenza è una sola: 31 dicembre dell’anno in cui il bambino frequenta il nido.
Se il tuo bambino frequenta nel 2026, hai tempo fino al 31 dicembre 2026. Dopo quella data non puoi più fare domanda per quell’anno, nemmeno se hai pagato tutte le rette e hai tutta la documentazione. Non esistono eccezioni.
Puoi fare più domande durante l’anno, una per ogni mese di frequenza, oppure una domanda cumulativa con tutti i mesi insieme. La seconda opzione è più pratica: fai tutto in un colpo solo a fine anno, quando hai tutte le ricevute.
Se preferisci ricevere i rimborsi in corso d’anno — perché ti fa comodo per la liquidità — puoi presentare domanda mese per mese, o per blocchi di mesi.
Quali documenti ti servono: la lista completa
Prima di aprire il portale INPS, prepara questi documenti:
- ISEE minorenni in corso di validità (non l’ISEE ordinario)
- Ricevute mensili di pagamento delle rette, con indicazione dell’importo, del periodo e dei dati dell’asilo
- Codice fiscale della struttura (o del gestore, nel caso del supporto domiciliare)
- IBAN su cui ricevere il pagamento (deve essere intestato al richiedente o cointestato)
- Documento di identità (serve solo se accedi tramite CAF o patronato; se accedi con SPID o CIE, INPS ti identifica già)
- Nel caso di disabilità: certificazione dell’ASL o del medico specialista
Per il supporto domiciliare servono anche:
- Documentazione medica che attesta l’impossibilità a frequentare il nido
- Contratto di lavoro del soggetto che presta assistenza
Cosa fare se la domanda viene respinta
INPS può respingere la domanda per diversi motivi. I più frequenti sono:
- ISEE scaduto o non valido al momento della domanda
- Ricevute di pagamento non conformi (mancano dati obbligatori, importo non leggibile)
- Struttura non risultante tra quelle autorizzate
- Bambino fuori fascia d’età
- IBAN non riconosciuto o non intestato al richiedente
Se la domanda viene respinta, ricevi una comunicazione via portale INPS con il motivo specifico. Hai 30 giorni per presentare ricorso amministrativo tramite il modulo online, oppure puoi rivolgerti a un patronato.
In molti casi basta integrare la documentazione mancante, senza dover rifare tutto da capo. Leggi bene la motivazione del rigetto prima di agire.
Bonus asilo nido e Assegno Unico: come si combinano
Le due misure sono compatibili. Puoi ricevere entrambe senza problemi.
L’Assegno Unico Universale è un trasferimento mensile per tutti i figli a carico fino a 21 anni, gestito sempre da INPS, che non dipende dalla frequenza al nido. Il bonus asilo nido è invece un rimborso specifico per le spese di frequenza al nido o per il supporto domiciliare.
Ricevere l’uno non riduce l’altro. Se hai i requisiti per entrambi, fai domanda per entrambi.
Fonti ufficiali
Le informazioni in questo articolo si basano su:
- INPS — Bonus asilo nido e forme di supporto presso la famiglia: la pagina ufficiale con importi, requisiti e link alla domanda online
- Portale dei servizi INPS: dove fare la domanda e controllarne lo stato
- Normattiva — Legge 11 dicembre 2016 n. 232 (Legge di Bilancio 2017): la norma istitutiva del bonus
Per la procedura definitiva e aggiornata, il riferimento è sempre la pagina INPS: le norme cambiano, noi aggiorniamo questa guida, ma il sito ufficiale è la fonte che vale.
Le cose che chiedete più spesso
Il bonus asilo nido spetta anche se il figlio va a un nido privato non convenzionato?
Sì, purché la struttura sia autorizzata dal Comune o dalla Regione. Devi allegare alla domanda la ricevuta di pagamento e l’attestazione della struttura. Il rimborso arriva fino a 3.000 euro annui, a seconda dell’ISEE.
Qual è l’ISEE che devo usare per il bonus asilo nido?
Devi presentare l’ISEE minorenni in corso di validità. Non vale l’ISEE ordinario. Se non ce l’hai ancora, puoi richiederlo al CAF o tramite il portale INPS con il modello 730 precompilato.
Posso chiedere il bonus anche per i mesi già pagati prima di fare domanda?
Sì, il bonus è retroattivo nell’anno solare. Se fai domanda a settembre 2026, puoi chiedere il rimborso anche per le rette pagate da gennaio 2026. L’importante è che la domanda arrivi entro il 31 dicembre dell’anno di frequenza.
Cosa succede se supero la scadenza del 31 dicembre?
Se non fai domanda entro il 31 dicembre dell’anno di frequenza, perdi definitivamente il rimborso per quell’anno. Non esiste proroga. Metti in calendario la scadenza appena iscrivi il bambino.
Il bonus asilo nido è compatibile con l’Assegno Unico?
Sì, le due misure sono compatibili. L’Assegno Unico è per tutti i figli fino a 21 anni, il bonus asilo nido è specifico per le rette del nido o del supporto domiciliare. Puoi riceverli entrambi senza problemi.
Come ricevo i soldi del bonus?
INPS accredita l’importo direttamente sul tuo IBAN. Non puoi scegliere altre modalità. L’IBAN lo inserisci nella domanda. Se cambia, devi aggiornarlo tramite il cassetto previdenziale INPS prima che arrivi il pagamento.
Il bonus spetta anche per i bambini con disabilità?
Sì, e in questo caso non c’è limite di età al compimento del terzo anno. Il bonus si estende fino ai tre anni successivi alla diagnosi certificata di disabilità. L’importo massimo è lo stesso degli altri beneficiari (3.000 euro annui).
Ultimo aggiornamento: 12 giugno 2026. Prossima revisione prevista: dicembre 2026. In questa versione abbiamo aggiornato le fasce ISEE e i massimali di rimborso per l’anno 2026.