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PEC aziendale: come aprirla e cosa serve davvero

Come aprire una PEC aziendale: costi, gestori, procedura passo passo e obblighi di legge. Tutto quello che serve, senza giri di parole.

· in questa guida
ultimo aggiornamento
10 giugno 2026
Revisione programmata: 07 dicembre 2026
Te lo
diciamo
subito.
Come aprire una PEC aziendale: costi, gestori, procedura passo passo e obblighi di legge. Tutto quello che serve, senza giri di parole.

PEC aziendale: come aprirla, quanto costa e cosa rischi se non ce l’hai

Te lo diciamo noi: la PEC aziendale non è un optional. Se hai un’impresa, una società o sei un professionista iscritto a un albo, sei obbligato per legge ad averla e a comunicarla al Registro Imprese. Aprirla costa tra i 5 e gli 80 euro all’anno a seconda del gestore e del piano. La procedura richiede meno di 30 minuti. Ecco come fare, dall’inizio alla fine.


Cosa devi sapere subito

  • La PEC aziendale è obbligatoria per imprese, società e professionisti iscritti ad albi
  • Va comunicata al Registro Imprese tramite la Camera di Commercio competente
  • Costa tra 5 e 80 euro all’anno, a seconda del gestore e dello spazio necessario
  • Ha lo stesso valore legale di una raccomandata con ricevuta di ritorno
  • Puoi aprirla in meno di 30 minuti direttamente online

Cos’è la PEC aziendale e perché è diversa dalla mail normale

PEC sta per Posta Elettronica Certificata. È un sistema di posta elettronica che certifica sia l’invio che la ricezione di un messaggio. Il gestore rilascia due ricevute: una quando prende in carico il messaggio, una quando lo consegna al destinatario.

In italiano: è come una raccomandata con ricevuta di ritorno, ma digitale. Hai la prova che il messaggio è partito, che è arrivato, e quando.

Una mail ordinaria non ha questo valore. Puoi inviare una mail normale a un fornitore o alla PA, ma se nasce una controversia non hai prova dell’invio con data certa. Con la PEC sì.

La PEC aziendale, in particolare, è intestata all’impresa e non alla persona fisica. Viene registrata nel database pubblico INI-PEC, gestito da Unioncamere, dove chiunque può cercare l’indirizzo PEC di un’impresa o di un professionista. Serve per le comunicazioni ufficiali con la PA, per notifiche, atti e contratti.


Chi è obbligato ad avere una PEC aziendale

L’obbligo non vale per tutti. Vale per categorie precise.

Sono obbligati:

  • Tutte le società (srl, spa, snc, sas e ogni altra forma societaria) — obbligo dal 2012
  • Le imprese individuali iscritte al Registro Imprese — obbligo dal 2013
  • I professionisti iscritti a ordini e collegi (avvocati, commercialisti, medici, ingegneri, ecc.)

Non sono obbligati:

  • I privati cittadini (ma possono averla su base volontaria)
  • Le ditte individuali non iscritte al Registro Imprese (piccoli artigiani in regime di esonero, per esempio)

Se non sai se rientri nell’obbligo, la regola pratica è semplice: hai partita IVA e sei iscritto a un registro pubblico o a un albo? Allora ti serve.

Chi non ha la PEC o non la comunica al Registro Imprese rischia sanzioni amministrative. Inoltre, le comunicazioni ufficiali che ti vengono mandate alla PEC sono considerate ricevute anche se non le leggi. Ignorarle non ti protegge.


Come scegliere il gestore PEC: cosa guardare davvero

Non tutti i servizi di posta elettronica sono PEC. Solo i gestori accreditati da AgID (Agenzia per l’Italia Digitale) possono rilasciare caselle PEC con valore legale. L’elenco completo è sul sito AgID.

I gestori principali in Italia sono Aruba, Poste Italiane (Legalmail), InfoCert, Namirial, Register.it e altri. Tecnicamente offrono lo stesso servizio di base: la certificazione è standard. Quello che cambia è il contorno.

Cosa confrontare prima di scegliere:

CriterioCosa verificare
Prezzo annualeConfronta il costo reale, non quello promozionale del primo anno
Spazio incluso1 GB va bene per uso leggero; da 5 GB in su se ricevi allegati grandi
Numero di caselleAlcuni piani offrono più caselle nello stesso account
Archiviazione legaleAlcuni gestori conservano i messaggi per 10 anni con valore probatorio
AssistenzaVerifica se c’è supporto telefonico o solo ticket
Webmail e appUtile se accedi da dispositivi diversi

Per un’impresa piccola o un professionista, i piani base da 5-10 euro all’anno sono sufficienti nella maggior parte dei casi. L’archiviazione legale costa di più ma può essere utile in settori con molti atti ufficiali.

Non scegliere in base alla sola offerta promozionale. Alcuni gestori propongono il primo anno a 1 euro. Controlla cosa paghi dal secondo anno in poi: è lì che si vede il costo reale.


Come aprire una PEC aziendale: la procedura passo passo

Ci vogliono meno di 30 minuti. Hai bisogno di:

  • Dati dell’impresa (ragione sociale, partita IVA, codice fiscale, sede legale)
  • Documento d’identità del titolare o del legale rappresentante
  • Una mail ordinaria attiva (ti servirà per ricevere le credenziali)
  • Carta di credito o altro metodo di pagamento

Ecco i passaggi:

  1. Vai sul sito di un gestore PEC accreditato AgID. Scegli uno di quelli elencati nell’elenco ufficiale AgID. Cerca la sezione dedicata alla PEC per aziende o professionisti.

  2. Scegli il nome della casella. Di solito il formato è nomesocieta@pec.it oppure nomesocieta@legalmail.it (dipende dal gestore). Usa qualcosa di riconoscibile e intestato all’impresa. Evita nomi personali: la casella è dell’impresa, non di chi la gestisce oggi.

  3. Seleziona il piano. Confronta spazio, numero di caselle e funzioni. Per iniziare, un piano base da 1-2 GB è sufficiente per la maggior parte delle piccole imprese.

  4. Registrati e inserisci i dati. Il gestore ti chiede i dati dell’impresa e del titolare o legale rappresentante. Alcuni gestori richiedono anche il caricamento di un documento d’identità.

  5. Paga. Il costo è solitamente annuale. Ricevi una ricevuta: conservala, è deducibile.

  6. Attiva la casella. Ricevi le credenziali sulla tua mail ordinaria. Accedi al pannello del gestore, cambia la password con una sicura, fai un invio di prova a te stesso.

  7. Comunica la PEC al Registro Imprese. Questo è il passaggio che molti saltano. Senza di esso, l’obbligo di legge non è rispettato. Ti spieghiamo come farlo nella sezione successiva.


Come comunicare la PEC al Registro Imprese

Aprire la PEC non basta. Devi comunicarla alla Camera di Commercio competente per la tua provincia, che la iscriverà nel Registro Imprese e la farà confluire nel database INI-PEC.

Hai due strade:

1. Fai da solo con Telemaco. Telemaco è il portale telematico di Unioncamere per le pratiche al Registro Imprese. Puoi depositare la pratica direttamente se hai SPID o CIE e sei abilitato. La pratica si chiama “variazione dati” o “iscrizione” a seconda della situazione.

2. Usa un intermediario abilitato. Il commercialista, il consulente del lavoro o un altro professionista abilitato può trasmettere la pratica per te. Questa è la strada più comune per chi non vuole fare la pratica in autonomia.

In entrambi i casi, la comunicazione non è gratuita: ci sono diritti di segreteria da versare alla Camera di Commercio (di solito tra i 10 e i 20 euro). Controlla l’importo aggiornato sul sito della tua Camera.

Una volta iscritta, il tuo indirizzo PEC è pubblico e visibile da chiunque sul sito INI-PEC. È una conseguenza prevista dalla legge: serve perché chiunque debba notificarti qualcosa possa trovare il tuo indirizzo.


Quanto costa una PEC aziendale: confronto tra i gestori principali

I prezzi variano. Qui trovi un confronto indicativo basato sui listini pubblici al 2026. I prezzi possono cambiare: verifica sempre sul sito del gestore prima di acquistare.

GestorePiano baseSpazioPrezzo indicativo/anno
ArubaPEC Standard1 GB~5 €
ArubaPEC Pro2 GB~10 €
Poste Italiane (Legalmail)Legalmail Silver1 GB~25 €
InfoCertLegalDoc Base1 GB~20 €
NamirialPEC Standard2 GB~15 €
Register.itPEC Starter1 GB~9 €

I piani con archiviazione legale (conservazione dei messaggi per 10 anni con valore probatorio) costano di più: da 30 a 80 euro all’anno a seconda del gestore e dello spazio.

Carte alla mano: per un’impresa piccola con uso ordinario, un piano da 5-15 euro all’anno è più che sufficiente. Non pagare funzioni che non usi.


Cosa puoi fare con la PEC aziendale

Una volta attiva, la PEC aziendale ti serve per molte cose:

  • Comunicazioni con la PA. Puoi inviare documenti, istanze e richieste agli uffici pubblici con valore legale. Molti uffici accettano solo PEC, non mail ordinarie.
  • Notifiche di atti legali. Avvocati e ufficiali giudiziari possono notificarti atti tramite PEC. Hai l’obbligo di monitorarla.
  • Contratti e accordi commerciali. Puoi scambiare documenti contrattuali con valore di data certa.
  • Invio di fatture e documenti fiscali. Non sostituisce la fattura elettronica, ma puoi inviare documenti accessori con tracciabilità.
  • Comunicazioni con banche e assicurazioni. Molti istituti accettano PEC per reclami e richieste formali.

Una cosa che la PEC non fa: non firma digitalmente i documenti. Se hai bisogno di una firma digitale su un contratto, serve la firma digitale qualificata, che è un servizio separato. La PEC certifica che hai inviato quel messaggio con quegli allegati; non certifica che il contenuto è autentico quanto a firma.


Cosa succede se non hai la PEC o non la monitori

Aprirla e dimenticarla è quasi peggio di non averla. Ecco i rischi concreti:

Se non hai la PEC:

  • La Camera di Commercio può applicare sanzioni amministrative
  • Le comunicazioni ufficiali non ti raggiungono, ma la PA o i creditori possono agire comunque
  • Non puoi rispondere formalmente a molte richieste istituzionali

Se hai la PEC ma non la controlli:

  • Le notifiche legali arrivano e si considerano ricevute nel momento della consegna, indipendentemente dal fatto che tu le abbia lette
  • Rischi di perdere scadenze su atti giudiziari, accertamenti fiscali, notifiche di cartelle
  • Non puoi eccepire la mancata conoscenza di una comunicazione arrivata alla tua PEC

Se la PEC scade e non la rinnovi:

  • La casella viene disattivata dal gestore
  • I messaggi inviati a quell’indirizzo rimbalzano o vanno persi
  • Il tuo indirizzo risulta però ancora attivo al Registro Imprese finché non aggiorni la pratica
  • Situazione peggiore: la PA pensa di avertelo consegnato, tu non l’hai mai ricevuto

La soluzione è semplice: controlla la PEC almeno una volta a settimana. Imposta un reindirizzamento verso la tua mail ordinaria se vuoi essere sicuro di non perdere nulla, ma non usare solo la mail ordinaria per rispondere — usa la PEC per le risposte formali.


Fonti ufficiali


Le cose che chiedete più spesso

Devo per forza avere una PEC aziendale?

Se sei un’impresa individuale, una società o un professionista iscritto a un albo, sì. L’obbligo è previsto dal Codice del consumo digitale e da norme successive. La mancanza ti espone a sanzioni e a problemi con il Registro Imprese. I privati cittadini non sono obbligati, ma possono averla su base volontaria.

La PEC aziendale è diversa da quella personale?

Tecnicamente funzionano allo stesso modo. La differenza sta nell’intestazione e nell’uso: quella aziendale è intestata all’impresa, va comunicata al Registro Imprese e ha valore legale per le comunicazioni ufficiali con PA e soggetti privati. Non usare la tua PEC personale per l’attività d’impresa.

Quanto costa una PEC aziendale all’anno?

Si parte da circa 5 euro all’anno per i piani base con 1 GB di spazio. Si arriva a 50-80 euro per piani con più caselle, spazio esteso e archiviazione legale decennale. Per una piccola impresa, i piani sotto i 15 euro sono più che sufficienti nella maggior parte dei casi.

Posso usare la PEC per inviare documenti con valore legale?

Sì. Un messaggio PEC equivale a una raccomandata con ricevuta di ritorno. La ricevuta di accettazione e quella di consegna certificano invio e ricezione con data e ora. Questo vale anche tra privati, non solo con la PA.

Cosa succede se non rinnovo la PEC aziendale?

La casella viene disattivata. Non ricevi più messaggi ufficiali. Il problema è che il tuo indirizzo resta iscritto al Registro Imprese: chi ti notifica qualcosa crede di avertelo consegnato. Rinnova sempre prima della scadenza, o aggiorna la pratica al Registro Imprese se cambi gestore.

Posso cambiare gestore PEC mantenendo lo stesso indirizzo?

No. L’indirizzo è legato al gestore. Se cambi gestore, ottieni un nuovo indirizzo e devi aggiornarlo al Registro Imprese tramite la Camera di Commercio. Prima di migrare, scarica o esporta tutti i messaggi importanti: non è detto che il nuovo gestore possa importarli.

Come comunico la PEC al Registro Imprese?

Tramite pratica telematica alla Camera di Commercio della tua provincia, usando il portale Telemaco oppure tramite un intermediario abilitato (commercialista, consulente del lavoro). Ci sono diritti di segreteria da pagare, di solito tra 10 e 20 euro. Senza questo passaggio, l’obbligo di legge non è soddisfatto anche se la casella è attiva.


Ultimo aggiornamento: 10 giugno 2026. Aggiornati i prezzi indicativi dei principali gestori e verificato l’elenco accreditati AgID.

★ Fonti ufficiali consultate
Le informazioni di questa guida si basano su fonti istituzionali verificate.

Le cose che chiedete più spesso

Q.01 «Devo per forza avere una PEC aziendale?» +
Te lo diciamo noi: Se sei un'impresa individuale, una società o un professionista iscritto a un albo, sì. L'obbligo è previsto dal Codice del consumo digitale e dal Codice Civile. La mancanza ti espone a sanzioni e a problemi con il Registro Imprese.
Q.02 «La PEC aziendale è diversa da quella personale?» +
Te lo diciamo noi: Tecnicamente funzionano allo stesso modo. La differenza sta nell'uso: quella aziendale è intestata all'impresa, va comunicata al Registro Imprese e ha valore legale per le comunicazioni ufficiali con la PA e i soggetti privati.
Q.03 «Quanto costa una PEC aziendale all'anno?» +
Te lo diciamo noi: Dipende dal gestore e dal piano. Si parte da circa 5 euro all'anno per i piani base (1-2 GB di spazio), fino a 50-80 euro per piani con più caselle, spazio esteso e funzioni aggiuntive come archiviazione legale.
Q.04 «Posso usare una PEC per inviare documenti con valore legale?» +
Te lo diciamo noi: Sì. Un messaggio PEC ha lo stesso valore legale di una raccomandata con ricevuta di ritorno. La ricevuta di accettazione e quella di consegna fanno prova dell'invio e della ricezione.
Q.05 «Cosa succede se non rinnovo la PEC aziendale?» +
Te lo diciamo noi: La casella viene disattivata. Non ricevi più messaggi ufficiali. Se nel frattempo la PA o un fornitore ti ha mandato notifiche, non puoi dire di non averle ricevute: l'indirizzo risulta ancora iscritto al Registro Imprese.
Q.06 «Posso cambiare gestore PEC mantenendo lo stesso indirizzo?» +
Te lo diciamo noi: No. L'indirizzo PEC è legato al gestore. Se cambi gestore, ottieni un nuovo indirizzo e devi aggiornarlo al Registro Imprese. Conserva tutti i messaggi prima di migrare.
Q.07 «Come comunico la PEC al Registro Imprese?» +
Te lo diciamo noi: Lo fai tramite la pratica di iscrizione o modifica alla Camera di Commercio competente, di solito tramite il servizio Telemaco o con l'aiuto di un intermediario abilitato come un commercialista.
⚠ Nota importante Le informazioni contenute in questa guida hanno scopo divulgativo e sono aggiornate alla data indicata. Non sostituiscono il parere di un professionista (commercialista, avvocato, consulente del lavoro, patronato) per casi specifici. Per procedure che cambiano frequentemente, verifica sempre sul sito ufficiale dell'ente di riferimento prima di agire. chitelodice.it non è un ente pubblico e non ha responsabilità sulle decisioni prese sulla base di queste informazioni.