Quanto costa una PEC nel 2026: prezzi, confronto provider e cosa guardare prima di scegliere
Te lo diciamo noi: una PEC base costa tra i 5 e i 25 euro all’anno più IVA. La differenza tra i provider non sta quasi mai nel prezzo, ma in cosa ci metti dentro: spazio, numero di indirizzi, assistenza, dimensione massima degli allegati. Ti aiutiamo a scegliere quello giusto per te.
Cosa devi sapere subito
- I piani base partono da circa 5 €/anno + IVA per uso privato e occasionale
- I piani professionali vanno da 15 a 50 €/anno + IVA con più spazio e funzioni
- Alcuni provider offrono un piano gratuito, ma con limiti severi di spazio e messaggi
- I gestori devono essere accreditati AgID: puoi verificarlo sull’elenco ufficiale
- Il costo è detraibile se hai partita IVA
I principali provider PEC in Italia: chi sono e quanto costano
In Italia i gestori PEC accreditati da AgID sono una ventina. Nella pratica, il mercato è dominato da un gruppetto di operatori che coprono la quasi totalità degli utenti. Ecco i principali con i prezzi indicativi 2026 per il piano di ingresso (prezzi IVA esclusa, verificati a giugno 2026 — controlla sempre il sito del provider per le offerte aggiornate):
| Provider | Piano base | Spazio | Dim. max allegato | Note |
|---|---|---|---|---|
| Aruba PEC | ~5 €/anno | 1 GB | 30 MB | Piano più economico del mercato |
| Legalmail (InfoCert) | ~17 €/anno | 2 GB | 30 MB | Molto diffuso tra professionisti |
| Namirial PEC | ~10 €/anno | 2 GB | 30 MB | Buona app mobile |
| Register.it PEC | ~8 €/anno | 1 GB | 30 MB | Integrato con domini web |
| Tim PEC (ex Telecom) | ~12 €/anno | 1 GB | 20 MB | Storico operatore, assistenza inclusa |
| Libero PEC | gratuito / ~5 €/anno | 1 GB | 30 MB | Piano gratuito disponibile con limiti |
| PEC.it (Actalis) | ~10 €/anno | 1 GB | 30 MB | Accreditato Poste Italiane |
| PostaCertificat@ (Poste) | ~6 €/anno | 1 GB | 30 MB | Ideale per chi usa già Poste |
Attenzione ai prezzi promozionali. Quasi tutti i provider fanno offerte al primo anno che dimezzano il costo. Dal secondo anno si torna al prezzo pieno. Prima di scegliere, guarda il prezzo di rinnovo, non quello di attivazione.
Cosa cambia tra un piano da 5 euro e uno da 50
Il prezzo non è casuale. Le variabili che lo determinano sono quattro.
1. Spazio della casella I piani base includono 1 GB. Sembra tanto, ma se usi la PEC per ricevere contratti, atti notarili o comunicazioni della PA con allegati pesanti, lo finisci in un anno. I piani da 3-5 GB costano il doppio, ma evitano il blocco della casella nel momento sbagliato.
2. Dimensione massima degli allegati La soglia più comune è 30 MB per messaggio. Alcuni provider la alzano a 50 o 100 MB nei piani superiori. Se devi inviare perizie, progetti o documentazione tecnica, verifica questa voce prima di comprare.
3. Numero di indirizzi I piani base includono un solo indirizzo. I piani business ne comprendono da 3 a 50. Se sei uno studio, un’associazione o una piccola impresa con più dipendenti, fare il confronto sui piani multi-casella conviene sempre.
4. Assistenza I piani economici includono assistenza via ticket, con tempi di risposta da 24 a 72 ore. I piani business prevedono assistenza telefonica e prioritaria. Se la PEC è lo strumento principale di comunicazione con clienti o PA, il supporto rapido vale la differenza di prezzo.
Piani gratuiti: quando vanno bene e quando no
Sì, esistono PEC gratuite. Non sono una truffa. Ma hanno limiti precisi che le rendono inadatte a certi usi.
Libero PEC e alcuni altri provider offrono un piano gratuito con:
- Spazio da 500 MB a 1 GB
- Limite di messaggi inviabili al mese (di solito 50-100)
- Nessuna assistenza dedicata
- Accesso solo da webmail, senza client di posta
Quando va bene il piano gratuito:
- Sei un privato e usi la PEC solo per comunicazioni con la PA
- Invii e ricevi pochi messaggi all’anno
- Non hai bisogno di archiviazione a lungo termine
Quando non basta:
- Sei un professionista iscritto a un ordine (la PEC è obbligatoria e ti serve affidabile)
- Sei un’impresa iscritta al Registro delle Imprese (obbligo di legge, la PEC deve essere attiva e funzionante)
- Ricevi o invii documenti con allegati frequenti
- Ti serve storico garantito nel tempo
PEC obbligatoria o facoltativa? Chi deve averla per legge
Questo cambia il discorso sul costo: se la PEC è obbligatoria, il confronto non è tra “averla” e “non averla”, ma solo su quale provider scegliere.
Sono obbligati ad avere una PEC:
- Tutte le imprese iscritte al Registro delle Imprese (dal 2012, art. 5 D.L. 179/2012)
- I professionisti iscritti a ordini o collegi (avvocati, commercialisti, ingegneri, medici, ecc.)
- Le Pubbliche Amministrazioni
Non sono obbligati:
- I privati cittadini senza partita IVA e non iscritti ad alcun ordine
Se rientri nella categoria degli obbligati, non stai comprando un servizio opzionale. Stai adempiendo a un obbligo. Scegli un piano affidabile, non quello più economico in assoluto.
Come fare passo passo: attivare una PEC
Se hai già scelto il provider, la procedura è la stessa per tutti. Ecco i passi:
- Vai sul sito del provider che hai scelto
- Seleziona il piano che ti serve (verifica spazio, allegati, numero indirizzi)
- Scegli il nome della casella (es.
nome.cognome@pec.itoppureragionesociale@pec.nomedominio.it) - Inserisci i tuoi dati anagrafici o quelli dell’azienda
- Carica il documento d’identità se richiesto (alcuni provider lo chiedono per l’identificazione)
- Paga con carta, PayPal o bonifico
- Ricevi le credenziali via email entro pochi minuti (o al massimo qualche ora)
- Accedi alla webmail o configura un client di posta (Outlook, Thunderbird, Apple Mail)
- Se sei un professionista, comunica l’indirizzo all’ordine di appartenenza
- Se sei un’impresa, comunica l’indirizzo al Registro delle Imprese tramite pratica camerale
Il passaggio 9 e 10 è quello che molti dimenticano. Avere una PEC attiva ma non comunicata all’ordine o alla Camera di Commercio non vale come adempimento all’obbligo.
Aruba contro tutti: perché è così diffusa
Aruba PEC è il provider con il maggior numero di caselle attive in Italia. Il motivo principale è il prezzo: 5 euro all’anno è il minimo di mercato. Ma non è solo una questione di costo.
Punti a favore di Aruba:
- Interfaccia semplice, anche per chi non è tecnico
- Ampia integrazione con altri servizi Aruba (domini, hosting, firma digitale)
- Accreditamento AgID da anni
- App mobile funzionante
Punti deboli:
- Assistenza lenta sui piani base
- Interfaccia webmail datata rispetto ad altri
- Spazio minimo (1 GB) che può finire in fretta se non monitorato
Per un privato che usa la PEC saltuariamente, Aruba base è la scelta più ragionevole. Per uno studio professionale con traffico intenso, Legalmail o Namirial offrono più spazio e assistenza migliore a un prezzo comunque contenuto.
PEC e firma digitale: ti serve anche quella?
Spesso chi cerca una PEC ha bisogno anche della firma digitale. Sono due cose distinte, anche se alcuni provider le vendono insieme.
- PEC: certifica l’invio e la ricezione di un messaggio. Non firma il documento.
- Firma digitale: certifica l’identità del firmatario su un documento. Non basta per inviarlo con valore legale alla PA.
Serve la PEC per comunicare. Serve la firma digitale per firmare. Spesso servono tutte e due.
Aruba, InfoCert, Namirial e Poste Italiane vendono pacchetti che includono entrambe. Il costo del bundle è di solito inferiore rispetto all’acquisto separato. Se sai già che ti servono entrambe, partendo dal bundle risparmi 10-15 euro l’anno.
Quanto si risparmia scegliendo bene
Facciamo due conti concreti.
Caso 1: privato cittadino, uso occasionale Piano base Aruba o Libero PEC gratuito. Spesa: 0-5 €/anno. Sufficiente per comunicazioni con INPS, Agenzia Entrate, Comune.
Caso 2: libero professionista, uso regolare Piano da 2 GB con buona assistenza (Legalmail o Namirial). Spesa: 17-25 €/anno. Con partita IVA è interamente detraibile.
Caso 3: piccola impresa, 3 dipendenti con PEC Piano multi-casella con 3 indirizzi. Spesa: 30-50 €/anno. Molto meno di tre abbonamenti separati da 17 €.
Caso 4: studio legale, 10 avvocati Piano business con 10 caselle, spazio esteso, assistenza prioritaria. Spesa: 80-150 €/anno. Il costo per utente scende a 8-15 €.
Rinnovo, scadenza e cosa fare se dimentichi
La PEC ha una scadenza annuale (o biennale, a seconda del piano). Se non rinnovi in tempo:
- Il provider ti avvisa via email ordinaria nei 30-60 giorni precedenti
- Dopo la scadenza, la casella entra in un periodo di grazia (di solito 30 giorni)
- Oltre il periodo di grazia, l’indirizzo viene disattivato
- I messaggi ricevuti durante il periodo di disattivazione vengono persi
Cosa fare:
- Imposta il rinnovo automatico (quasi tutti i provider lo offrono)
- Controlla che la carta di credito associata sia valida
- Tieni aggiornata l’email ordinaria di contatto con il provider
Se hai un obbligo legale di PEC attiva (impresa, professionista), una casella scaduta espone a sanzioni. Non è un rischio che vale i 5 euro risparmiati.
Fonti ufficiali
- AgID — Posta Elettronica Certificata
- AgID — Elenco gestori PEC accreditati
- INI-PEC — Indice Nazionale degli Indirizzi di Posta Elettronica Certificata
- Normattiva — D.L. 179/2012 art. 5 (obbligo PEC imprese)
- Registro Imprese — Come comunicare l’indirizzo PEC
Le cose che chiedete più spesso
Esiste una PEC gratuita?
Sì, ma con limitazioni. Alcuni provider offrono piani gratuiti con spazio ridotto (1 GB) e senza assistenza prioritaria. Vanno bene per un uso occasionale. Per uso professionale o aziendale conviene un piano a pagamento.
Quanto costa una PEC di base all’anno?
I piani di ingresso partono da circa 5 euro all’anno più IVA. Includono di solito 1-2 GB di spazio e un indirizzo. Superati certi limiti di messaggi o spazio, si paga un piano superiore.
La PEC va rinnovata ogni anno?
Sì, la PEC è un servizio in abbonamento annuale o biennale. Se non la rinnovi, l’indirizzo viene disattivato. Controlla la scadenza sul pannello di controllo del tuo provider e attiva il rinnovo automatico.
Posso avere più indirizzi PEC con un solo contratto?
Dipende dal piano. I piani base includono un solo indirizzo. I piani business ne includono da 3 in su. Se hai bisogno di più indirizzi, confronta i piani multi-casella: di solito costano meno che attivarne di separati.
Il prezzo cambia se sono un privato o un professionista?
Il prezzo tecnico è lo stesso. Cambia la fatturazione: i professionisti con partita IVA possono detrarre il costo. Per le aziende con più dipendenti conviene valutare i piani business con più caselle incluse.
Posso cambiare provider senza perdere i messaggi?
Puoi esportare i messaggi dal vecchio provider prima di chiudere. Non esiste portabilità automatica dell’indirizzo PEC tra gestori diversi: dovrai comunicare il nuovo indirizzo ai tuoi contatti e, se sei un professionista o un’impresa, aggiornarlo anche nell’ordine o al Registro delle Imprese.
Cosa succede se supero lo spazio incluso nel piano?
Il provider di solito blocca la ricezione dei nuovi messaggi oppure ti invia un avviso. Devi liberare spazio o fare upgrade. Tieni d’occhio l’occupazione della casella, specialmente se ricevi allegati frequenti.
Tutti i provider PEC sono equivalenti dal punto di vista legale?
Sì, purché siano accreditati AgID. Un messaggio PEC inviato da Aruba ha lo stesso valore legale di uno inviato da Legalmail o da Namirial. Quello che cambia è la qualità del servizio, non il valore giuridico del messaggio.
Ultimo aggiornamento: 10 giugno 2026 — Prezzi e piani verificati sui siti ufficiali dei provider. I prezzi possono variare per effetto di promozioni o aggiornamenti delle tariffe: verifica sempre prima di acquistare.