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Firma remota: cos'è e come funziona senza token fisico

Firma remota: scopri come funziona, cosa ti serve e come firmare documenti digitalmente senza chiavetta USB o smart card. Procedura passo per passo.

· in questa guida
ultimo aggiornamento
22 maggio 2026
Revisione programmata: 18 novembre 2026
Te lo
diciamo
subito.
Firma remota: scopri come funziona, cosa ti serve e come firmare documenti digitalmente senza chiavetta USB o smart card. Procedura passo per passo.

Come firmare digitalmente da remoto senza token fisico

Te lo diciamo noi: la firma remota ti permette di firmare documenti con valore legale pieno direttamente dal browser o dall’app, senza chiavette USB né smart card. Il processo di attivazione richiede 20-30 minuti la prima volta; le firme successive si completano in meno di 2 minuti. Ti servono un documento d’identità, un numero di cellulare e un account presso un gestore accreditato AgID come Aruba o InfoCert. Ecco come fare, passo dopo passo.


Cosa devi avere a portata di mano

  • Documento d’identità in corso di validità (carta d’identità o passaporto)
  • Tessera sanitaria (per il codice fiscale)
  • Credenziali SPID o CIE con PIN (se scegli il riconoscimento digitale)
  • Numero di cellulare attivo — ci ricevi i codici OTP
  • Email che usi davvero — ci ricevi le credenziali
  • 30 minuti di tempo per l’attivazione

Cos’è la firma remota e perché non ti serve il token

La firma digitale tradizionale usa un dispositivo fisico: una chiavetta USB o una smart card. Ci metti dentro il certificato, colleghi il dispositivo al computer, inserisci un PIN.

La firma remota funziona diversamente. Il certificato non sta sul tuo tavolo. Sta sui server del gestore accreditato, protetto da sistemi di sicurezza certificati. Tu lo usi in remoto, confermando la tua identità ogni volta con due fattori: la tua password e un codice OTP (One Time Password) temporaneo.

Il risultato è identico. La firma ha lo stesso valore legale: è una firma elettronica qualificata ai sensi del Regolamento eIDAS e del Codice dell’Amministrazione Digitale. Non vale di meno.

Il vantaggio pratico è evidente: non hai nulla da portare, nulla da installare (o quasi), nulla da perdere. Firma dal laptop di casa, dall’ufficio, dallo smartphone in treno.


Come attivare e usare la firma remota passo passo

Passo 1: scegli il gestore accreditato

Vai sulla pagina di AgID dedicata alla firma elettronica qualificata. Trovi l’elenco completo dei gestori accreditati.

I più usati in Italia per la firma remota sono:

  • Aruba (servizio Aruba Sign)
  • InfoCert (servizio GoSign)
  • Namirial
  • Intesa (Tinexta)

Scegli in base a tre criteri: il costo del piano, i software di firma che già usi (alcuni gestori hanno integrazioni native con certi programmi), il metodo di riconoscimento che preferisci.

Attenzione: non tutti i gestori offrono la firma remota. Alcuni vendono solo il token fisico. Verifica che il piano che stai acquistando sia esplicitamente “firma remota” o “firma digitale remota”.


Passo 2: registrati e scegli il metodo di riconoscimento

Vai sul sito del gestore che hai scelto. Crea un account con email e password.

A questo punto ti chiede come vuoi essere riconosciuto. Le opzioni variano per gestore, ma di solito sono:

  • SPID — il metodo più rapido se ce l’hai già
  • CIE (Carta d’Identità Elettronica) — rapido, richiede smartphone con NFC
  • Video-identificazione con operatore — prenoti un appuntamento video, mostri il documento in diretta
  • Identificazione allo sportello — ti presenti fisicamente presso un punto autorizzato

Se hai SPID livello 2, scegli quello: il riconoscimento è immediato e non ha costi aggiuntivi.


Passo 3: completa il riconoscimento dell’identità

Se usi SPID: clicca su “Entra con SPID”, scegli il tuo gestore SPID, inserisci le credenziali e approva la richiesta sull’app. Il gestore riceve la conferma dell’identità in automatico.

Se usi CIE: hai bisogno dello smartphone con NFC e del PIN della carta. Il flusso è simile a quello SPID: avvicini la CIE al telefono quando ti viene chiesto.

Se usi la video-identificazione: prenota una fascia oraria disponibile. Preparati documento d’identità originale davanti a te. L’operatore ti chiede di mostrare il documento in camera, ti fa alcune domande e conferma l’identità. Dura 5-10 minuti.

Attenzione: nella video-identificazione tieni buona luce sul viso e sul documento. Connessione instabile o scarsa illuminazione sono le cause più comuni di fallimento.


Passo 4: attiva il certificato di firma

Dopo il riconoscimento il gestore emette il tuo certificato digitale. Ricevi un’email con le istruzioni e, in alcuni casi, un link di conferma da cliccare.

Imposta la password del certificato. Deve essere robusta: almeno 8 caratteri, con maiuscole, numeri e simboli. Non usare la stessa password dell’email o di altri servizi.

Salva le credenziali in un posto sicuro. Se perdi la password puoi recuperarla, ma richiede una procedura di verifica che porta via tempo.


Passo 5: configura il secondo fattore OTP

La firma remota usa sempre due fattori. Il primo è la tua password. Il secondo è un codice OTP che cambia a ogni firma.

Il gestore ti chiede di scegliere come ricevere l’OTP:

  • SMS sul cellulare — il più diffuso; ricevi un codice di 6 cifre valido per pochi minuti
  • App del gestore (come Aruba OTP o GoSign Mobile) — genera il codice direttamente sul telefono, funziona anche senza connessione dati

Inserisci il numero di cellulare o installa l’app. Fai un test: il sistema ti manda un codice OTP di prova da inserire per confermare che tutto funziona.

Attenzione: il numero di cellulare deve essere tuo e raggiungibile. Se usi un numero aziendale che non controlli direttamente, rischi di non riuscire a firmare quando ti serve.


Passo 6: carica il documento da firmare

Adesso sei pronto a firmare. Accedi al portale web del gestore oppure apri la sua app.

Carica il file che devi firmare. Di solito si tratta di un PDF. Alcuni gestori supportano anche altri formati, ma il PDF è quello standard per la firma in Italia.

Prima di procedere, leggi il documento. Questo sembra ovvio, ma firmare digitalmente ha lo stesso peso di firmare su carta. Controlla che sia la versione corretta.


Passo 7: inserisci password e OTP per firmare

Clicca su “Firma” o “Applica firma digitale”. Il sistema ti chiede:

  1. La tua password del certificato
  2. Il codice OTP ricevuto via SMS o generato dall’app

Inserisci entrambi. Il sistema elabora la firma in pochi secondi.

Scarica il documento firmato. Il formato più comune è il PDF con firma incorporata (PAdES): hai un file .pdf normale che contiene la firma digitale al suo interno. L’altro formato usato è il .p7m (CAdES): il documento originale viene “avvolto” in un contenitore firmato. Se non sai quale scegliere, usa il PDF: è più leggibile da chiunque.

Conserva il file firmato. È quello con valore legale, non l’originale senza firma.


Cosa fare se qualcosa va storto

Non ricevi l’OTP via SMS. Aspetta un minuto: i picchi di traffico sui gestori telefonici creano piccoli ritardi. Se dopo 3 minuti non è arrivato nulla, controlla che il numero inserito sia corretto. Richiedi il rinvio dal tasto apposito. Se il problema persiste, prova a cambiare metodo OTP dall’app del gestore.

La password viene rifiutata. Verifica che il tasto Caps Lock non sia attivo. Se hai usato caratteri speciali, controlla che la tastiera sia in italiano. Se sei certo di inserirla giusta e il sistema continua a rifiutarla, usa la procedura di recupero password sul sito del gestore. Di solito richiede l’OTP sul cellulare per confermare l’identità.

Il riconoscimento SPID o CIE fallisce. Spesso è un problema di sessione scaduta. Chiudi il browser, svuota la cache, riprova da capo. Se usi la CIE, avvicina la carta al retro dello smartphone (zona NFC, di solito vicino alla fotocamera) più lentamente. Non tenerla troppo vicina né troppo lontana.

Il documento firmato non viene riconosciuto dal destinatario. Chiedi al destinatario di verificare la firma con un software certificato (come Aruba Sign, Dike di InfoCert, o il servizio gratuito VerificaFirma di AgID all’indirizzo verifica.firmadigitale.agid.gov.it). Se la verifica dice che la firma è valida, il problema è da parte di chi riceve. Se dice che la firma non è valida, contatta il tuo gestore con il file in allegato.

Il certificato risulta scaduto. Controlla la data di scadenza nell’area personale del gestore. Se è scaduto, devi rinnovarlo prima di poter firmare di nuovo. Il rinnovo si fa online in pochi minuti; di solito non richiede un nuovo riconoscimento dell’identità se il documento d’identità è ancora valido.

Hai perso il cellulare su cui ricevi gli OTP. Contatta subito il servizio clienti del tuo gestore e chiedi il blocco temporaneo del certificato. I principali gestori hanno numeri di emergenza o chat dedicati. Una volta bloccato, potrai sbloccare e associare un nuovo numero di telefono dopo la verifica dell’identità.


Fonti ufficiali


Domande frequenti

La firma remota vale quanto una firma autografa? Sì. La firma digitale remota qualificata ha lo stesso valore legale della firma autografa su carta, come previsto dal Regolamento eIDAS e dal Codice dell’Amministrazione Digitale. Non vale di meno solo perché non c’è una chiavetta fisica.

Posso usare la firma remota su qualsiasi documento? Quasi sempre sì: contratti, dichiarazioni fiscali, atti notarili in alcuni casi, documenti della pubblica amministrazione. Ci sono pochi casi particolari dove la legge richiede forme specifiche. Se hai dubbi su un documento in particolare, chiedilo al professionista che ti ha inviato la pratica.

Quanto costa la firma remota? Dipende dal gestore. Aruba offre piani da circa 25-35 euro per tre anni. InfoCert ha costi simili. Alcuni gestori offrono un numero limitato di firme gratis nel periodo di prova. I costi cambiano: controlla sempre il sito del gestore prima di acquistare.

Cosa succede se perdo il cellulare su cui ricevo l’OTP? Devi contattare subito il gestore della firma remota e chiedere il blocco del certificato. Nel frattempo nessuno può firmare al posto tuo senza conoscere anche la tua password. Ma non aspettare: agisci in fretta.

La firma remota funziona senza connessione Internet? No. Per firmare hai bisogno di connessione: devi accedere al servizio del gestore e ricevere l’OTP. Senza connessione non puoi completare il processo. Se usi l’app OTP, quella genera il codice anche offline, ma devi comunque connetterti per caricare e firmare il documento.

Posso firmare da smartphone? Sì. Tutti i principali gestori offrono un’app dedicata o un’interfaccia web ottimizzata per mobile. Puoi firmare da computer, tablet o smartphone senza differenza di validità legale.

Devo rinnovare la firma remota? Sì. Il certificato di firma ha una scadenza, di solito tre anni. Prima della scadenza il gestore ti avvisa via email. Il rinnovo si fa online in pochi minuti, spesso senza nuova identificazione se il tuo documento d’identità è ancora valido.


Ultimo aggiornamento: 22 maggio 2026. Verificati i riferimenti ai gestori accreditati e alle procedure di riconoscimento con SPID e CIE. Prossima revisione prevista: 18 novembre 2026.

★ Fonti ufficiali consultate
Le informazioni di questa guida si basano su fonti istituzionali verificate.

Le cose che chiedete più spesso

Q.01 «La firma remota vale quanto una firma autografa?» +
Te lo diciamo noi: Sì. La firma digitale remota qualificata ha lo stesso valore legale della firma autografa su carta, come previsto dal Regolamento eIDAS e dal Codice dell'Amministrazione Digitale. Non vale di meno solo perché non c'è una chiavetta fisica.
Q.02 «Posso usare la firma remota su qualsiasi documento?» +
Te lo diciamo noi: Quasi sempre sì: contratti, dichiarazioni fiscali, atti notarili in alcuni casi, documenti della pubblica amministrazione. Ci sono pochi casi particolari dove la legge richiede forme specifiche. Se hai dubbi su un documento in particolare, chiedilo al professionista che ti ha inviato la pratica.
Q.03 «Quanto costa la firma remota?» +
Te lo diciamo noi: Dipende dal gestore. Aruba offre piani da circa 25-35 euro per tre anni. InfoCert ha costi simili. Alcuni gestori offrono un numero limitato di firme gratis nel periodo di prova. I costi cambiano: controlla sempre il sito del gestore prima di acquistare.
Q.04 «Cosa succede se perdo il cellulare su cui ricevo l'OTP?» +
Te lo diciamo noi: Devi contattare subito il gestore della firma remota (Aruba, InfoCert o altro) e segnalare la sospensione. I gestori hanno una procedura di blocco rapida. Nel frattempo nessuno può firmare al posto tuo senza conoscere anche la tua password. Ma agisci in fretta.
Q.05 «La firma remota funziona senza connessione Internet?» +
Te lo diciamo noi: No. Per firmare hai bisogno di connessione: devi accedere al servizio del gestore e ricevere l'OTP via SMS o app. Senza connessione non puoi completare il processo.
Q.06 «Posso firmare da smartphone?» +
Te lo diciamo noi: Sì. Tutti i principali gestori offrono un'app dedicata o un'interfaccia web ottimizzata per mobile. Puoi firmare da computer, tablet o smartphone senza differenza di validità.
Q.07 «Devo rinnovare la firma remota?» +
Te lo diciamo noi: Sì. Il certificato di firma ha una scadenza, di solito tre anni. Prima della scadenza il gestore ti avvisa. Il rinnovo si fa online, spesso senza nuova identificazione se il tuo documento d'identità è ancora valido.
⚠ Nota importante Le informazioni contenute in questa guida hanno scopo divulgativo e sono aggiornate alla data indicata. Non sostituiscono il parere di un professionista (commercialista, avvocato, consulente del lavoro, patronato) per casi specifici. Per procedure che cambiano frequentemente, verifica sempre sul sito ufficiale dell'ente di riferimento prima di agire. chitelodice.it non è un ente pubblico e non ha responsabilità sulle decisioni prese sulla base di queste informazioni.