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Assegno Unico 2026: a chi spetta e come fare domanda

Scopri chi ha diritto all'Assegno Unico 2026, quanto vale in base all'ISEE e come presentare la domanda all'INPS passo per passo.

· in questa guida
ultimo aggiornamento
17 maggio 2026
Revisione programmata: 13 novembre 2026
Te lo
diciamo
subito.
Scopri chi ha diritto all'Assegno Unico 2026, quanto vale in base all'ISEE e come presentare la domanda all'INPS passo per passo.

Come fare domanda per l’Assegno Unico 2026: a chi spetta e quanto prendi

Te lo diciamo noi: l’Assegno Unico 2026 spetta a chi ha figli a carico fino a 21 anni (senza limite per i disabili). L’importo va da 57,00 a 199,40 euro al mese per figlio, a seconda dell’ISEE. Per fare domanda ti servono circa 15 minuti sul portale INPS, SPID o CIE, e l’ISEE aggiornato. Se la tua domanda è già attiva dagli anni scorsi, non devi rifarla — ma devi aggiornare l’ISEE ogni anno. Ecco tutto, punto per punto.


Cosa devi avere a portata di mano

  • SPID, CIE o CNS per accedere all’INPS
  • ISEE 2026 valido (o numero di protocollo della DSU presentata al CAF)
  • Codice fiscale di ogni figlio a carico
  • IBAN del conto corrente o libretto postale su cui ricevere i pagamenti
  • Verbale di disabilità, se uno dei figli è disabile
  • 15 minuti di tempo

Cos’è l’Assegno Unico e a chi spetta

L’Assegno Unico Universale è un sostegno economico mensile per le famiglie con figli a carico. L’ha introdotto il decreto legislativo 230/2021 e ha sostituito una serie di vecchie misure frammentate: gli assegni familiari, le detrazioni per figli a carico sotto i 21 anni, il bonus bebè, il premio alla nascita.

È chiamato “universale” perché non è riservato ai lavoratori dipendenti. Spetta a tutti: dipendenti, autonomi, disoccupati, pensionati con figli a carico.

Chi ha diritto all’Assegno Unico

Hai diritto all’Assegno Unico se:

  • hai figli a carico fino a 21 anni non compiuti (con alcune condizioni per la fascia 18-21, vedi sotto)
  • oppure hai figli con disabilità, senza limite di età
  • sei residente in Italia da almeno due anni (continuativi o alternati negli ultimi dieci)
  • hai il domicilio fiscale in Italia
  • sei cittadino italiano, europeo, o extracomunitario con permesso di soggiorno di lungo periodo (o per motivi di lavoro o ricerca)

La fascia 18-21 anni: le condizioni

Per i figli tra 18 e 21 anni l’assegno non è automatico. Il figlio deve soddisfare almeno una di queste condizioni:

  • frequenta un corso di laurea o un percorso di formazione scolastica o professionale
  • svolge un tirocinio o un’attività lavorativa con reddito annuo sotto gli 8.500 euro
  • è disoccupato e in cerca di lavoro, iscritto a un Centro per l’Impiego
  • svolge il servizio civile universale

Se il figlio ha più di 21 anni e non è disabile, l’assegno si azzera.


Quanto vale l’Assegno Unico nel 2026

L’importo dipende dall’ISEE del nucleo familiare e dal numero di figli. I valori sono rivalutati ogni anno in base all’inflazione ISTAT.

Importi base per il 2026

ISEE del nucleoImporto per il 1° figlioImporto dal 3° figlio in poi
Fino a 17.090 euro199,40 euro/mese217,80 euro/mese
Da 17.090 a 45.574 euroImporto decrescente (scala lineare)Importo decrescente
Oltre 45.574 euro o senza ISEE57,00 euro/mese57,00 euro/mese

Gli importi si riferiscono a ciascun figlio minorenne. Per i figli tra 18 e 21 anni l’importo base è ridotto a circa 28,50 euro al mese (importo minimo) o fino a 97,00 euro con ISEE basso.

Maggiorazioni previste

Oltre all’importo base, esistono maggiorazioni per:

  • figli con disabilità: da 105 a 217 euro al mese in più, secondo il grado di disabilità certificato
  • nuclei con tre o più figli: da 15 euro al mese per ciascun figlio dal terzo in poi (maggiorazione temporanea confermata anche per il 2026)
  • mamme under 21: maggiorazione di circa 20 euro al mese
  • entrambi i genitori lavoratori: maggiorazione fino a 30 euro al mese se il secondo genitore ha redditi da lavoro
  • nuclei con figli di età inferiore a un anno: maggiorazione di circa 30 euro al mese per ogni figlio sotto l’anno

Come fare domanda passo per passo

Se hai già una domanda attiva dagli anni passati, non devi rifarla. Passa direttamente alla sezione sull’aggiornamento ISEE. Se invece è la prima volta, ecco la procedura completa.

1. Calcola o aggiorna il tuo ISEE

Prima di aprire la domanda, assicurati di avere l’ISEE 2026 valido.

Puoi ottenerlo in due modi:

  • Al CAF: porta i documenti reddituali (730 o CU), dati del patrimonio immobiliare e finanziario. Il CAF presenta la DSU e ti dà il numero di protocollo. Tempo stimato: 1-3 giorni lavorativi.
  • ISEE precompilato sul portale INPS: accedi con SPID o CIE, vai su “ISEE precompilato”, controlla i dati e invia. Il sistema usa i dati già in suo possesso (dichiarazioni fiscali, patrimoni catastali, conti). Tempo: pochi minuti, ma devi controllare bene i dati precompilati prima di firmare.

Attenzione: senza ISEE valido l’INPS eroga solo l’importo minimo (57,00 euro). Se presenti l’ISEE in ritardo, il conguaglio delle mensilità precedenti viene pagato, ma solo a partire da marzo dell’anno in corso. Conviene presentare la DSU entro fine febbraio.

2. Accedi al portale INPS

Vai su inps.it e clicca su “Accedi”. Scegli SPID, CIE o CNS.

Dalla homepage cerca “Assegno Unico Universale” nel campo di ricerca in alto, oppure vai su “Prestazioni e servizi” → “Servizi” → “Assegno Unico e Universale per i figli a carico”.

3. Avvia una nuova domanda o controlla quella esistente

Se è la tua prima domanda, clicca “Nuova domanda”.

Se hai già una domanda attiva, accedi alla sezione “Le mie domande” e verifica:

  • che tutti i figli siano presenti e con i dati corretti
  • che l’IBAN sia aggiornato
  • che le condizioni dei figli nella fascia 18-21 anni siano ancora valide

Non serve chiudere e riaprire la domanda ogni anno. Basta aggiornarla se cambiano le situazioni.

4. Inserisci i dati dei figli

Il sistema ti chiede, per ogni figlio:

  • nome, cognome, codice fiscale
  • data e luogo di nascita
  • se il figlio è disabile: seleziona “sì” e indica il tipo di disabilità. Avrai bisogno del numero del verbale di riconoscimento (INPS lo verifica nei propri archivi, ma è meglio averlo a portata di mano)

Attenzione: se il figlio ha compiuto 18 anni devi selezionare la condizione che giustifica ancora il diritto all’assegno (studio, lavoro sotto soglia, disoccupazione, servizio civile). Se non la selezioni, il figlio non viene incluso nel calcolo.

5. Indica come vuoi ricevere i pagamenti

Inserisci l’IBAN del conto corrente bancario o del libretto postale. L’IBAN deve essere intestato a te o cointestato — non puoi usare l’IBAN di un’altra persona.

Se non hai un conto, puoi aprire un conto di base gratuito in banca o alle Poste: hanno l’obbligo di offrirti questa opzione.

6. Scegli come ripartire l’importo tra i genitori

Puoi scegliere di ricevere tutto tu, oppure di dividere l’importo al 50% con l’altro genitore. In caso di affido condiviso, la divisione al 50% è l’opzione predefinita, ma puoi cambiarla se l’altro genitore è d’accordo.

In caso di genitore unico, di abbandono del tetto familiare o di decadenza dalla responsabilità genitoriale, l’importo va interamente al genitore che presenta la domanda.

7. Invia la domanda e salva il numero di protocollo

Clicca “Invia”. Il sistema genera un numero di protocollo: copialo o stampalo subito.

Ricevi anche una ricevuta all’email che hai associato al tuo account INPS o SPID. Conservala.

L’INPS ha 60 giorni per esaminare la domanda, ma nella pratica i pagamenti iniziano spesso entro 30-45 giorni. Il primo accredito può essere doppio se copre due mesi.


Cosa fare se la domanda è già attiva: aggiornamento annuale

Se hai già presentato la domanda negli anni passati, non devi rifarla. Devi però:

  1. Presentare la DSU ogni anno per rinnovare l’ISEE. Senza ISEE aggiornato, da marzo INPS eroga solo l’importo minimo.
  2. Aggiornare le condizioni dei figli se nel corso dell’anno qualcosa è cambiato: un figlio ha compiuto 18 anni, ha iniziato a lavorare, ha smesso di studiare.
  3. Aggiornare l’IBAN se hai cambiato conto.

Per qualsiasi modifica: accedi al portale INPS, vai su “Assegno Unico – Le mie domande” e usa il pulsante “Modifica”.


Cosa fare se qualcosa va storto

Non riesci ad accedere al portale INPS

Controlla che le tue credenziali SPID siano attive. Se SPID è scaduto o bloccato, contatta il tuo gestore SPID. In alternativa, usa la CIE con l’app “CieID” sul cellulare.

Se il portale INPS è in manutenzione (capita), riprova nelle ore serali o nel weekend mattina. Il sito mostra un avviso di manutenzione programmata.

La domanda è bloccata con dicitura “in lavorazione” da settimane

Questo può succedere se mancano documenti o se c’è una discrepanza nei dati (ISEE non ancora elaborato, codice fiscale del figlio con errori). Controlla nella sezione “Comunicazioni” della tua domanda: l’INPS ti invia un messaggio se manca qualcosa.

Se non c’è nessun messaggio e sono passati più di 60 giorni, puoi contattare il Contact Center INPS al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164 164 (da cellulare, a pagamento).

Non hai ancora ricevuto il pagamento del mese

I pagamenti arrivano tra il 17 e il 20 del mese. Se il 25 non hai ancora ricevuto nulla, controlla che l’IBAN inserito sia corretto. Un errore anche di un solo carattere blocca il bonifico. Accedi alla domanda e verifica le coordinate.

L’importo che ricevi sembra sbagliato

Confronta l’importo con i valori della tabella INPS in base al tuo ISEE e al numero di figli. Se l’importo è quello minimo (57,00 euro) ma hai presentato l’ISEE, verifica che la DSU risulti “elaborata” e non ancora “in lavorazione”. Puoi controllarlo accedendo all’ISEE precompilato sul portale INPS.

Se l’ISEE è regolare ma l’importo non torna, puoi presentare un’istanza di riesame tramite il portale INPS oppure recarti a uno sportello CAF convenzionato.

Hai separazione o divorzio: come gestire la domanda

In caso di separazione o divorzio, il genitore convivente con i figli o quello indicato nell’accordo di affido può fare domanda autonomamente. Se la domanda è già intestata all’ex coniuge, il nuovo richiedente deve presentare una nuova domanda indicando la situazione familiare aggiornata. L’INPS blocca la domanda precedente e subentra quella nuova.


Fonti ufficiali


Domande frequenti

Chi può fare domanda per l’Assegno Unico 2026? Possono fare domanda i genitori — o chi esercita la responsabilità genitoriale — di figli a carico fino a 21 anni non compiuti (senza limite di età per i figli con disabilità). È richiesta la residenza in Italia da almeno due anni e il pagamento delle tasse nel Paese.

Devo rinnovare la domanda ogni anno? No, se la tua domanda è già attiva non devi ripresentarla. Devi però aggiornare l’ISEE ogni anno: senza ISEE valido, l’INPS eroga l’importo minimo di 57,00 euro al mese per figlio. Presenta la DSU entro febbraio per non perdere mesi di conguaglio.

Quanto vale l’Assegno Unico senza ISEE? Senza ISEE valido, l’importo scende all’importo minimo previsto dalla legge, che per il 2026 è pari a 57,00 euro al mese per ciascun figlio. Presentando l’ISEE puoi ricevere anche molto di più, fino a 199,40 euro al mese per il primo figlio con ISEE sotto i 17.090 euro.

Quando arriva il pagamento? L’INPS paga l’Assegno Unico tra il 17 e il 20 di ogni mese, direttamente sul conto corrente o libretto postale che hai indicato nella domanda. I mesi di marzo-giugno includono il conguaglio se hai presentato l’ISEE aggiornato in ritardo.

Posso cambiare il conto corrente su cui ricevo i pagamenti? Sì. Accedi alla tua domanda sul portale INPS con SPID, CIE o CNS, entra nella sezione “Assegno Unico” e modifica le coordinate bancarie. La variazione vale dal mese successivo alla richiesta.

Cosa succede se ho un figlio con disabilità? Per i figli con disabilità non c’è limite di età: l’assegno spetta indipendentemente dall’età del figlio. Sono previste maggiorazioni specifiche in base al grado di disabilità: da 105 a 217 euro al mese in più rispetto all’importo base, secondo il verbale di riconoscimento.

Posso fare domanda anche se sono lavoratore autonomo o disoccupato? Sì. L’Assegno Unico è universale: spetta a lavoratori dipendenti, autonomi, disoccupati e inattivi. Non è legato al tipo di lavoro che fai, ma ai requisiti di residenza e alla presenza di figli a carico.


Ultimo aggiornamento: 17 maggio 2026. In questa revisione sono stati aggiornati gli importi base e le soglie ISEE rivalutate per il 2026 secondo l’indice ISTAT comunicato dall’INPS a gennaio 2026.

★ Fonti ufficiali consultate
Le informazioni di questa guida si basano su fonti istituzionali verificate.

Le cose che chiedete più spesso

Q.01 «Chi può fare domanda per l'Assegno Unico 2026?» +
Te lo diciamo noi: Possono fare domanda i genitori — o chi esercita la responsabilità genitoriale — di figli a carico fino a 21 anni non compiuti (senza limite di età per i figli con disabilità). È richiesta la residenza in Italia da almeno due anni e il pagamento delle tasse nel Paese.
Q.02 «Devo rinnovare la domanda ogni anno?» +
Te lo diciamo noi: No, se la tua domanda è già attiva non devi ripresentarla. Devi però aggiornare l'ISEE ogni anno: senza ISEE valido, l'INPS eroga l'importo minimo (57,00 euro al mese per figlio). Presenta la DSU entro febbraio per non perdere mesi di conguaglio.
Q.03 «Quanto vale l'Assegno Unico senza ISEE?» +
Te lo diciamo noi: Senza ISEE valido, l'importo scende all'importo minimo previsto dalla legge, che per il 2026 è pari a 57,00 euro al mese per ciascun figlio. Presentando l'ISEE puoi ricevere anche molto di più, fino a 199,40 euro al mese per il primo figlio con ISEE sotto i 17.090 euro.
Q.04 «Quando arriva il pagamento?» +
Te lo diciamo noi: L'INPS paga l'Assegno Unico tra il 17 e il 20 di ogni mese, direttamente sul conto corrente o libretto postale che hai indicato nella domanda. I mesi di marzo-giugno includono il conguaglio se hai presentato l'ISEE aggiornato.
Q.05 «Posso cambiare il conto corrente su cui ricevo i pagamenti?» +
Te lo diciamo noi: Sì. Accedi alla tua domanda sul portale INPS con SPID, CIE o CNS, entra nella sezione 'Assegno Unico' e modifica le coordinate bancarie. La variazione vale dal mese successivo alla richiesta.
Q.06 «Cosa succede se ho un figlio con disabilità?» +
Te lo diciamo noi: Per i figli con disabilità non c'è limite di età: l'assegno spetta indipendentemente dall'età del figlio. Sono previste maggiorazioni specifiche in base al grado di disabilità: da 105 a 217 euro al mese in più rispetto all'importo base, secondo il verbale di riconoscimento.
Q.07 «Posso fare domanda anche se sono lavoratore autonomo o disoccupato?» +
Te lo diciamo noi: Sì. L'Assegno Unico è universale: spetta a lavoratori dipendenti, autonomi, disoccupati e inattivi. Non è legato al tipo di lavoro che fai, ma ai requisiti di residenza e alla presenza di figli a carico.
⚠ Nota importante Le informazioni contenute in questa guida hanno scopo divulgativo e sono aggiornate alla data indicata. Non sostituiscono il parere di un professionista (commercialista, avvocato, consulente del lavoro, patronato) per casi specifici. Per procedure che cambiano frequentemente, verifica sempre sul sito ufficiale dell'ente di riferimento prima di agire. chitelodice.it non è un ente pubblico e non ha responsabilità sulle decisioni prese sulla base di queste informazioni.