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Come funziona PagoPA: guida ai pagamenti alla PA

Come funziona PagoPA: canali, costi, avvisi di pagamento e cosa fare se qualcosa va storto. Guida pratica ai pagamenti digitali alla Pubblica Amministrazione.

· in questa guida
ultimo aggiornamento
03 giugno 2026
Revisione programmata: 30 novembre 2026
Te lo
diciamo
subito.
Come funziona PagoPA: canali, costi, avvisi di pagamento e cosa fare se qualcosa va storto. Guida pratica ai pagamenti digitali alla Pubblica Amministrazione.

Come funziona PagoPA: tutto quello che devi sapere per pagare la PA

Te lo diciamo noi: pagoPA è il sistema nazionale con cui paghi online tasse, multe, rette, bollette e qualsiasi somma dovuta alla Pubblica Amministrazione. È obbligatorio per tutti gli enti pubblici dal 2021, gestito da PagoPA S.p.A. sotto vigilanza della Presidenza del Consiglio. Funziona 24 ore su 24, 7 giorni su 7, da qualsiasi canale tu preferisca.


Cosa devi sapere subito

  • pagoPA è l’unico sistema legale per i pagamenti digitali alla PA italiana
  • Puoi usarlo da casa, dall’app, in banca, alle Poste, in tabaccheria
  • Non hai bisogno di SPID per pagare: ti basta il codice avviso
  • Ogni pagamento produce una ricevuta con valore legale immediato
  • Le commissioni variano per canale: ti vengono mostrate prima di confermare

Cos’è pagoPA e perché esiste

pagoPA non è un’app. Non è una banca. È un’infrastruttura tecnologica: un protocollo che connette gli enti pubblici con i prestatori di servizi di pagamento (banche, Poste, circuiti elettronici) attraverso un canale unico e certificato.

Prima di pagoPA, ogni ente aveva il suo sistema. Pagavi il comune con un bollettino, l’INPS con un modello F24, l’università con un bonifico dedicato, la ASL con la cassa. Un labirinto di procedure diverse, nessuna tracciabilità comune, zero certezze sui tempi di accredito.

Con pagoPA, l’ente emette un avviso standard. Tu scegli come pagarlo. Il sistema certifica l’operazione in tempo reale.

Chi gestisce il tutto è PagoPA S.p.A., società pubblica partecipata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, istituita con il decreto legislativo 135/2018. Non è un’azienda privata: è pubblica, ma ha forma societaria per poter operare con agilità.


Come funziona tecnicamente (senza tecnicismi)

Il funzionamento si basa su tre attori:

  1. L’ente creditore — il comune, l’INPS, la scuola, la ASL. Emette l’avviso e aspetta i soldi.
  2. Il prestatore di servizi di pagamento (PSP) — la tua banca, le Poste, Satispay, la tabaccheria convenzionata. Raccoglie i tuoi soldi e li gira all’ente.
  3. La piattaforma pagoPA — il nodo centrale. Fa da arbitro, certifica tutto, produce la ricevuta.

Quando paghi, la piattaforma verifica in tempo reale che l’avviso sia valido, che l’importo sia corretto, che non sia già stato pagato. Se va tutto bene, autorizza il PSP a procedere. Il PSP accredita i fondi all’ente entro un giorno lavorativo.

Il codice avviso e lo IUV

Ogni avviso pagoPA ha un codice avviso di 18 cifre. Dentro ci sono: il codice fiscale dell’ente, il codice IUV (Identificativo Univoco di Versamento) e una cifra di controllo.

Lo IUV è il cuore del sistema. Identifica in modo univoco quella specifica somma dovuta da te a quell’ente in quel momento. Se paghi con lo IUV sbagliato, la piattaforma blocca tutto.

Sul tuo avviso cartaceo o digitale trovi anche un QR code che contiene le stesse informazioni. In molti canali basta scansionarlo per non dover digitare nulla.


Da dove puoi pagare: tutti i canali

Questa è la parte pratica. Hai più opzioni di quanto pensi.

App IO

L’app IO (disponibile per iOS e Android) è il canale ufficiale del governo italiano per i servizi digitali. Se hai SPID o CIE, l’app ti mostra direttamente gli avvisi di pagamento intestati a te. Paghi in pochi tap, la ricevuta resta nell’app.

Le commissioni su IO sono spesso più basse rispetto ad altri canali. Per molti pagamenti sono zero.

Sito o portale dell’ente

Il comune, l’università, l’INPS, la ASL: spesso hanno un’area pagamenti sul loro sito. Inserisci il codice avviso, selezioni il metodo di pagamento, paghi. La commissione dipende dal PSP che l’ente ha integrato.

Home banking e app della tua banca

Quasi tutte le banche italiane aderiscono a pagoPA. Cerca la voce “pagoPA” o “bollettini e pagamenti” nella tua app. Inserisci il codice avviso o scansiona il QR. Le commissioni variano da banca a banca: alcune non ne applicano, altre chiedono fino a 2 euro.

Sportello bancomat o ATM

Molti ATM abilitati hanno la funzione pagoPA. Utile se non hai smartphone o preferisci operare fisicamente.

Uffici postali

Alle Poste puoi pagare allo sportello o all’ATM Postamat. Le commissioni Poste sono in genere tra 1,30 e 2 euro per operazione.

Tabaccherie e punti vendita convenzionati

Attraverso reti come Lottomatica, SisalPay, Mooney. Mostri il QR code o dici il codice avviso al gestore. Paghi in contanti o con carta. Le commissioni variano, tipicamente tra 1 e 2 euro.

Supermercati e GDO

Alcune catene (Coop, Conad, altri) offrono casse o totem pagoPA. Funzionamento simile alle tabaccherie.


Tabella riepilogativa dei canali principali

CanaleServe SPID?Commissione tipicaDisponibilità
App IOSì (SPID o CIE)0–0,50 €24/7
Portale enteNo0–1,50 €Orari del sito
Home bankingNo0–2 €24/7
ATM bancarioNo0–2 €Orari sportello
Uffici postaliNo1,30–2 €Orari Poste
Tabaccherie/GDONo1–2 €Orari negozio
ATM PostamatNo1,30–2 €24/7

Le commissioni sono indicative. Ogni canale mostra l’importo esatto prima della conferma.


Come pagare passo passo

Il flusso è lo stesso su quasi tutti i canali digitali.

  1. Trova il codice avviso sull’avviso cartaceo o digitale che hai ricevuto. Sono 18 cifre. In alternativa usa il QR code.
  2. Scegli il canale tra quelli elencati sopra.
  3. Inserisci il codice avviso o scansiona il QR. Il sistema recupera automaticamente l’importo dovuto.
  4. Controlla importo e commissioni. Il sistema te li mostra prima di chiederti di confermare. Se non ti piacciono le commissioni, torna indietro e prova un altro canale.
  5. Scegli il metodo di pagamento: carta di credito, debito, conto corrente, Satispay, PayPal (dipende dal canale).
  6. Conferma. Autorizza con il tuo PIN, impronta, OTP. Non chiudere l’app o il browser prima di vedere la schermata di conferma.
  7. Salva la ricevuta. Scaricala, fotografala, mandatela via mail a te stesso. È il tuo documento ufficiale.

Le commissioni: chi le paga e perché

Le commissioni non le incassa lo Stato. Le incassa il PSP (banca, Poste, tabaccaio) che eroga il servizio di pagamento. È il loro compenso per gestire la transazione.

L’ente pubblico non può impedirti di usare un canale a causa delle commissioni. Tu scegli liberamente dove pagare, consapevole dei costi.

La piattaforma pagoPA impone che ogni canale esponga le commissioni prima della conferma. Non puoi trovarti una sorpresa dopo.

Se vuoi minimizzare i costi: usa l’app IO o il portale dell’ente. Spesso sono a zero commissioni, oppure a commissioni molto basse perché l’ente ha negoziato tariffe agevolate con i PSP.


La ricevuta: cosa vale e come conservarla

Quando un pagamento va a buon fine, la piattaforma genera una Ricevuta Telematica (RT). È un documento XML firmato digitalmente dalla piattaforma stessa.

In pratica, quello che vedi tu è una versione leggibile della RT: data, ora, importo, IUV, ente creditore, canale usato.

Ha pieno valore legale. Equivale a una quietanza di pagamento. Se un ente ti dice che non risulta pagato nonostante tu abbia la ricevuta, è un problema loro da risolvere, non tuo.

Conservala almeno fino a quando la situazione con l’ente non è chiusa. Per tributi e tasse, tienila per almeno 5 anni (i termini di accertamento fiscale variano, ma è una soglia ragionevole).


Cosa fare se il pagamento non va a buon fine

Succede. Le cause più comuni:

  • Connessione interrotta durante l’autorizzazione
  • Carta rifiutata (fondi insufficienti, limiti giornalieri)
  • Avviso già pagato (qualcun altro lo ha pagato prima, o tu stesso lo hai pagato su un altro canale)
  • Avviso scaduto (ogni avviso ha una data di scadenza)
  • Errore tecnico del sistema

Primo passo: verifica l’addebito

Prima di fare altro, controlla il conto. Se i soldi non risultano addebitati, il pagamento non è andato a buon fine. Puoi riprovare.

Se i soldi sono stati addebitati ma non hai ricevuto la ricevuta, aspetta qualche ora. In caso di errori tecnici, la riconciliazione può richiedere tempo. Se dopo 24 ore non hai né ricevuta né rimborso, contatta il PSP (la tua banca, le Poste, il gestore dell’app).

Doppio pagamento

Il sistema blocca automaticamente il secondo pagamento se il primo è già stato processato. Ma in casi rari entrambi possono passare. In quel caso, l’ente è obbligato a rimborsarti il secondo pagamento. Contatta l’ente creditore con entrambe le ricevute. I tempi di rimborso dipendono dall’ente, ma l’obbligo è previsto dalle linee guida pagoPA.


pagoPA e app IO: qual è la differenza?

Spesso si fa confusione tra i due. Te la chiarisco.

pagoPA è la piattaforma infrastrutturale. È il “motore” sotto. Non si scarica, non si usa direttamente come app.

App IO è un’applicazione per cittadini che, tra le altre funzioni, usa la piattaforma pagoPA per i pagamenti. È come dire che la strada (pagoPA) è una cosa, l’auto che ci guidi sopra (IO) è un’altra.

Con app IO hai vantaggi: vedi gli avvisi di pagamento che ti riguardano senza cercarli, hai la cronologia, le ricevute sono sempre disponibili nell’app. Ma hai bisogno di SPID o CIE per accedere.

Con pagoPA su altri canali non hai bisogno di identità digitale: ti basta il codice avviso.


Quali pagamenti puoi fare con pagoPA

La lista è lunga. Te ne do una panoramica per categoria.

Tributi e tasse locali IMU, TARI, addizionale comunale IRPEF, imposta di soggiorno, canoni idrici.

Sanità Ticket sanitari, prenotazioni SSN, rette RSA, compartecipazione al costo dei farmaci (dove applicato).

Istruzione Tasse universitarie, rette scolastiche, mense, gite, iscrizioni a corsi.

Multe e sanzioni Verbali del codice della strada, sanzioni amministrative comunali e provinciali.

Servizi anagrafici e amministrativi Diritti di segreteria, marche da bollo digitali, pratiche edilizie, SUAP.

INPS e previdenza Contributi volontari, versamenti artigiani e commercianti, recupero crediti INPS.

Giustizia e procedimenti Contributo unificato, spese di giustizia, depositi cauzionali.

Se un ente non accetta pagoPA, è fuori norma. Dal 2021, tutti gli enti pubblici italiani sono obbligati ad aderire alla piattaforma.


Fonti ufficiali


Le cose che chiedete più spesso

PagoPA è obbligatorio per pagare la PA?

Sì, dal 2021 tutti gli enti pubblici devono accettare i pagamenti tramite pagoPA. Se un ente ti chiede ancora un bollettino postale tradizionale o un bonifico “libero”, è fuori norma. Puoi segnalarlo all’AgID attraverso il portale ufficiale.

Quanto costa pagare con pagoPA?

Dipende dal canale e dal prestatore di servizi. Sul sito dell’ente è gratuito nella maggior parte dei casi. Tramite banche, Poste, tabaccherie o app si aggiungono commissioni che variano da 0 a circa 2 euro. Ogni canale le espone prima che tu confermi: non ci sono sorprese.

Posso pagare senza avere SPID?

Sì. L’avviso di pagamento pagoPA si paga anche senza SPID. Ti serve il codice avviso (o il QR code). Puoi andare in banca, in tabaccheria, alle Poste o usare l’home banking senza autenticarti con identità digitale.

Cosa succede se pago due volte lo stesso avviso?

Il secondo pagamento viene bloccato automaticamente dal sistema in quasi tutti i casi. Se invece risultano entrambi addebitati, l’ente è obbligato a rimborsarti il secondo pagamento. Contatta direttamente l’ente creditore con le ricevute in mano.

La ricevuta pagoPA ha valore legale?

Sì. La Ricevuta Telematica (RT) prodotta dal sistema ha pieno valore probatorio. Conservala: è il tuo documento ufficiale di avvenuto pagamento, equivalente a una quietanza firmata.

Posso pagare una multa con pagoPA?

Sì, se il comune o l’ente che ha emesso la multa aderisce a pagoPA. La maggior parte dei comuni italiani aderisce. Sul verbale trovi il QR code o il codice avviso da usare direttamente.

Come faccio a sapere se un pagamento è andato a buon fine?

Ricevi una ricevuta via email o sull’app usata per pagare. Se hai usato app IO, la trovi nella sezione messaggi. Il sistema aggiorna l’ente in tempo reale: non devi portare nulla allo sportello per dimostrare di aver pagato.

Cosa faccio se l’avviso pagoPA è scaduto?

Contatta l’ente che ha emesso l’avviso. Solo l’ente creditore può generarne uno nuovo o indicarti come procedere. Il sistema non accetta pagamenti su avvisi scaduti: non è un blocco aggirabile.


Ultimo aggiornamento: 3 giugno 2026. Revisione programmata: 30 novembre 2026. In questa versione: aggiornamento canali disponibili e tabella commissioni.

★ Fonti ufficiali consultate
Le informazioni di questa guida si basano su fonti istituzionali verificate.

Le cose che chiedete più spesso

Q.01 «PagoPA è obbligatorio per pagare la PA?» +
Te lo diciamo noi: Sì, dal 2021 tutti gli enti pubblici devono accettare i pagamenti tramite pagoPA. Se un ente ti chiede ancora un bollettino postale tradizionale o un bonifico "libero", è fuori norma. Segnalalo all'AgID.
Q.02 «Quanto costa pagare con pagoPA?» +
Te lo diciamo noi: Dipende dal canale e dal prestatore di servizi. Sul sito dell'ente è gratuito nella maggior parte dei casi. Tramite banche, Poste, tabaccherie o app si aggiungono commissioni che variano da 0 a circa 2 euro. Ogni canale le espone prima che tu confermi.
Q.03 «Posso pagare senza avere SPID?» +
Te lo diciamo noi: Sì. L'avviso di pagamento pagoPA si paga anche senza SPID. Ti serve il codice avviso (o il QR code). Puoi andare in banca, in tabaccheria, alle Poste o usare l'home banking senza autenticarti con identità digitale.
Q.04 «Cosa succede se pago due volte lo stesso avviso?» +
Te lo diciamo noi: Il secondo pagamento viene bloccato automaticamente dal sistema in quasi tutti i casi. Se invece risultano entrambi addebitati, l'ente è obbligato a rimborsarti. Contatta direttamente l'ente creditore con la ricevuta in mano.
Q.05 «La ricevuta pagoPA ha valore legale?» +
Te lo diciamo noi: Sì. La Ricevuta Telematica (RT) prodotta dal sistema ha pieno valore probatorio. Conservala: è il tuo documento ufficiale di avvenuto pagamento, equivalente a una quietanza.
Q.06 «Posso pagare una multa con pagoPA?» +
Te lo diciamo noi: Sì, se il comune o l'ente che ha emesso la multa aderisce a pagoPA. La maggior parte dei comuni italiani aderisce. Sul verbale trovi il QR code o il codice avviso da usare.
Q.07 «Come faccio a sapere se un pagamento è andato a buon fine?» +
Te lo diciamo noi: Ricevi una ricevuta via email o sull'app usata per pagare. Se hai usato app IO la trovi nella sezione messaggi. Il sistema aggiorna l'ente in tempo reale: non devi portare nulla allo sportello.
Q.08 «Cosa faccio se l'avviso pagoPA è scaduto?» +
Te lo diciamo noi: Contatta l'ente che ha emesso l'avviso. Solo l'ente creditore può generarne uno nuovo o indicarti come procedere. Il sistema non accetta pagamenti su avvisi scaduti.
⚠ Nota importante Le informazioni contenute in questa guida hanno scopo divulgativo e sono aggiornate alla data indicata. Non sostituiscono il parere di un professionista (commercialista, avvocato, consulente del lavoro, patronato) per casi specifici. Per procedure che cambiano frequentemente, verifica sempre sul sito ufficiale dell'ente di riferimento prima di agire. chitelodice.it non è un ente pubblico e non ha responsabilità sulle decisioni prese sulla base di queste informazioni.