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730 precompilato 2026: come accedervi, verificarlo e inviarlo

Come accedere al 730 precompilato 2026, controllare i dati e inviarlo all'Agenzia delle Entrate. Procedura passo passo, tempi e cosa fare se qualcosa va storto.

· in questa guida
ultimo aggiornamento
07 maggio 2026
Revisione programmata: 03 novembre 2026
Te lo
diciamo
subito.
Come accedere al 730 precompilato 2026, controllare i dati e inviarlo all'Agenzia delle Entrate. Procedura passo passo, tempi e cosa fare se qualcosa va storto.

Come accedere al 730 precompilato 2026, verificarlo e inviarlo

Te lo diciamo noi: il 730 precompilato 2026 è disponibile dal 30 aprile sul portale dell’Agenzia delle Entrate. Per inviarlo da solo ti servono 15-30 minuti, a seconda di quante spese devi controllare. Hai bisogno di SPID, CIE o CNS, e di avere sotto mano i documenti delle spese che l’Agenzia potrebbe non aver caricato.


Cosa devi avere a portata di mano

  • Credenziali di accesso al portale Agenzia delle Entrate: SPID livello 2, CIE con PIN o CNS con lettore
  • Documenti delle spese sostenute nel 2025: ricevute mediche, quietanze del mutuo, ricevute di spese scolastiche o sportive per i figli, contributi versati
  • Dati del tuo conto corrente (IBAN): solo se non hai un sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico)
  • CU 2026 (Certificazione Unica): il documento che hai ricevuto dal datore di lavoro o da INPS con i redditi 2025 — utile per il confronto
  • 20-30 minuti se devi fare modifiche, meno se accetti senza toccare nulla

Chi può usare il 730 precompilato

Prima di partire con la procedura, verifica di rientrare tra le persone per cui il 730 è previsto.

Puoi usare il 730 se sei:

  • lavoratore dipendente con un sostituto d’imposta (azienda, ente pubblico, cooperativa)
  • pensionato con INPS o altro ente pensionistico come sostituto
  • disoccupato che nel 2025 ha percepito solo redditi da lavoro dipendente, pensione o assimilati

Non puoi usare il 730 se sei titolare di partita IVA e i tuoi redditi principali derivano da attività autonoma o d’impresa. In quel caso devi usare il Modello Redditi PF.


Come fare passo passo

1. Entra nel portale dell’Agenzia delle Entrate

Vai su agenziaentrate.gov.it e clicca su “Dichiarazione precompilata” nella homepage, oppure cerca direttamente la sezione dal menu “Servizi per” → “Cittadini”.

Ti viene chiesto di accedere. Scegli una di queste tre opzioni:

  • SPID (livello 2): hai bisogno dell’app del tuo gestore SPID per confermare l’accesso
  • CIE (Carta d’Identità Elettronica): hai bisogno del PIN ricevuto con la carta e di un cellulare con NFC
  • CNS (Carta Nazionale dei Servizi): hai bisogno di un lettore di smart card

Attenzione: se non hai ancora SPID o CIE, non puoi procedere da solo. Devi rivolgerti a un CAF o a un professionista abilitato.


2. Apri il tuo 730 precompilato

Dopo aver effettuato l’accesso, arrivi alla tua area personale. Clicca su “Visualizza la dichiarazione 2026” (redditi 2025).

Il sistema carica il modello 730 già compilato con i dati che l’Agenzia ha ricevuto da:

  • il tuo datore di lavoro o INPS (tramite Certificazione Unica)
  • farmacie, medici e strutture sanitarie (spese mediche)
  • banche e istituti di credito (interessi su mutui)
  • assicurazioni (premi per polizze vita e infortuni)
  • altri enti che trasmettono i dati all’Agenzia

3. Controlla i dati nel riquadro redditi

La prima cosa da verificare sono i redditi. Confronta quello che vedi nel precompilato con la CU 2026 che hai ricevuto dal tuo datore di lavoro o da INPS.

Controlla in particolare:

  • reddito da lavoro dipendente o da pensione (quadro C)
  • eventuali altri redditi già presenti (affitti con cedolare secca, interessi da conti correnti, ecc.)
  • ritenute già versate

Se i numeri coincidono con la tua CU, è un buon segno. Se non coincidono, prendi nota della discrepanza prima di procedere.


4. Controlla le spese detraibili e deducibili

Questa è la parte che richiede più attenzione. L’Agenzia carica molte spese in automatico, ma non è detto che le abbia tutte.

Spese tipicamente già presenti:

  • spese mediche tracciate (ricevute con tessera sanitaria)
  • interessi passivi sul mutuo prima casa
  • premi assicurativi su polizze vita e infortuni
  • contributi previdenziali obbligatori
  • spese veterinarie

Spese che spesso mancano o vanno integrate:

  • spese mediche pagate in contanti (non tracciate)
  • spese scolastiche per figli (rette, mensa, gite)
  • spese per attività sportive dei figli under 18
  • contributi versati a fondi pensione integrativi
  • erogazioni liberali a onlus e associazioni
  • spese funebri
  • spese per badanti

Per ciascuna categoria, clicca sulla voce corrispondente nel modello e verifica l’importo. Se manca qualcosa che hai il diritto di portare in detrazione, passa al passo successivo.


5. Modifica o integra i dati se necessario

Se i dati sono completi e corretti, puoi saltare questo passo. Se invece devi aggiungere o correggere qualcosa, clicca su “Modifica” nella sezione interessata.

Inserisci gli importi e le informazioni richieste. Il sistema ti guida campo per campo.

Attenzione: ogni volta che modifichi un dato o aggiungi una spesa, la dichiarazione passa da “accettata senza modifiche” a “dichiarazione modificata”. Questo significa che l’Agenzia può fare controlli sulle spese che hai aggiunto o cambiato. Non è un problema se hai i documenti. Conserva sempre le ricevute per almeno cinque anni.


6. Scegli il sostituto d’imposta

Il sostituto d’imposta è chi effettua il conguaglio a tuo favore (o a tuo carico): in pratica, chi ti rimborsa o trattiene le differenze IRPEF direttamente in busta paga o sulla pensione.

Hai tre opzioni:

  • Datore di lavoro: scegli questa se sei un dipendente attivo. Il conguaglio avviene sulle buste paga di luglio e agosto 2026.
  • INPS o altro ente pensionistico: scegli questa se sei pensionato. Il conguaglio avviene sulla pensione di luglio-agosto.
  • Nessun sostituto: scegli questa se il tuo rapporto di lavoro è cessato, se sei disoccupato o se il tuo datore di lavoro non può fare il conguaglio. In questo caso, il rimborso o il saldo viene gestito direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

7. Indica il conto corrente per il rimborso (solo se non hai sostituto)

Se hai scelto “nessun sostituto d’imposta” e dalla dichiarazione emerge un rimborso, devi indicare il tuo IBAN.

Inserisci il codice IBAN del conto corrente intestato (o cointestato) a te. L’Agenzia accredita il rimborso entro la fine dell’anno.

Se invece il risultato della dichiarazione è un saldo a debito (devi pagare), ti viene indicato l’importo e le scadenze per versare tramite modello F24.


8. Invia la dichiarazione

Quando hai controllato tutto, clicca su “Invia”.

Il sistema ti mostra un riepilogo finale. Leggilo. Se è tutto corretto, conferma l’invio.

Ricevi immediatamente una ricevuta di presentazione in formato PDF. Scaricala e conservala. È la prova che la dichiarazione è stata trasmessa e presa in carico.

Attenzione: l’invio è definitivo. Se ti accorgi di un errore dopo, devi presentare un 730 correttivo entro il 25 ottobre 2026 oppure un Modello Redditi integrativo entro il 31 dicembre 2026.


Le scadenze del 730 precompilato 2026

CosaQuando
Disponibilità del precompilatoDal 30 aprile 2026
Primo giorno utile per l’invio15 maggio 2026
Scadenza per l’invio del 73030 settembre 2026
730 correttivoEntro il 25 ottobre 2026
Modello Redditi integrativoEntro il 31 dicembre 2026

Se invii dopo il 30 settembre, la dichiarazione non è valida come 730. Puoi ancora regolarizzare con il Modello Redditi, ma con eventuali sanzioni se hai imposte da versare.


In alternativa: CAF e professionisti

Se la tua situazione è semplice, l’invio autonomo funziona bene. Se invece hai redditi da più fonti, spese complesse o situazioni particolari (separazione, familiari a carico con requisiti non standard, immobili all’estero), conviene rivolgersi a un CAF o a un commercialista abilitato.

Il CAF accede al tuo precompilato per conto tuo, verifica tutto, integra le spese che porti con i documenti e invia la dichiarazione. In molti casi il servizio è gratuito per chi ha redditi sotto una certa soglia. Chiedi prima.

I CAF devono rispettare la scadenza del 30 settembre 2026 per i 730 presentati per conto dei contribuenti.


Cosa fare se qualcosa va storto

Non riesci ad accedere con SPID o CIE

Verifica che le tue credenziali siano attive e che l’app del gestore SPID funzioni correttamente. Se usi la CIE, assicurati che l’NFC del cellulare sia attivo e che la carta sia integra.

Se il problema persiste, prova ad accedere da un browser diverso o da un altro dispositivo. Il portale funziona meglio su Chrome o Firefox aggiornati. Evita Safari su versioni vecchie di iOS.

Se non riesci proprio ad accedere, la strada alternativa è il CAF.


Il precompilato non è disponibile per te

Se accedi e non trovi nessun precompilato, potrebbe essere perché:

  • non hai presentato la dichiarazione l’anno scorso e non hai un sostituto d’imposta registrato
  • sei titolare di partita IVA con redditi prevalentemente autonomi
  • i tuoi dati anagrafici nell’Agenzia non coincidono con quelli del tuo documento

In questo caso contatta il Centro di Assistenza Multicanale dell’Agenzia delle Entrate al numero 800.909.696 (gratuito, da rete fissa) oppure 0696668907 (da cellulare, a pagamento).


I dati sui redditi non corrispondono alla tua CU

Se il reddito nel precompilato è diverso da quello della tua Certificazione Unica, non inviare ancora. Prima verifica con il tuo datore di lavoro o ente pensionistico che abbiano trasmesso correttamente i dati.

In alcuni casi la CU trasmessa all’Agenzia è leggermente diversa da quella cartacea che hai ricevuto, per esempio perché il datore di lavoro ha fatto una rettifica. Chiedi conferma prima di procedere.


Mancano spese mediche che hai pagato con il Servizio Sanitario Nazionale

Le spese sanitarie pagate al SSN (ticket, visite specialistiche in strutture pubbliche) vengono trasmesse all’Agenzia dal Sistema Tessera Sanitaria. Se mancano, può essere perché:

  • la struttura ha trasmesso i dati in ritardo
  • hai acquistato farmaci senza usare la tessera sanitaria

Puoi aggiungere manualmente le spese mancanti nella sezione “Oneri e spese”. Conserva le ricevute.


Il sistema va in errore durante l’invio

Se l’invio non va a buon fine, non riprovare subito più volte. Aspetta qualche minuto: il portale può essere congestionato nelle ore di punta, in particolare nelle settimane vicino alla scadenza.

Riprova in orari meno affollati (la mattina presto o di sera). Se il problema dura più di 24 ore, segnalalo tramite il servizio di assistenza dell’Agenzia.


Hai inviato ma ti sei accorto di un errore

Se l’errore è a tuo sfavore (hai dimenticato una detrazione), puoi presentare un 730 correttivo entro il 25 ottobre 2026. Accedi al portale, seleziona “Presenta una dichiarazione correttiva” e rifai la procedura con i dati giusti.

Se l’errore è a tuo vantaggio (hai inserito una spesa che non avevi o l’hai sovrastimata), conviene correggere subito per evitare sanzioni. Anche in questo caso usa il 730 correttivo.


Fonti ufficiali


Domande frequenti

Quando si può inviare il 730 precompilato 2026?

Il 730 precompilato 2026 è disponibile dal 30 aprile. Puoi inviarlo dal 15 maggio al 30 settembre 2026 se sei un dipendente o pensionato. Oltre quella data decade il modello 730 e bisogna usare il Modello Redditi. Non aspettare l’ultimo momento: nei giorni vicini alla scadenza il portale è spesso lento.

Cosa succede se accetto il 730 precompilato senza modificarlo?

Se accetti il precompilato senza toccare nulla, l’Agenzia delle Entrate non può fare controlli sulle spese già incluse nella dichiarazione. È una tutela a tuo favore. Se invece modifichi o aggiungi spese, il diritto al controllo si ripristina per le voci che hai toccato.

Posso usare il 730 precompilato se sono lavoratore autonomo?

No. Il 730 è riservato a lavoratori dipendenti e pensionati. Se sei autonomo con partita IVA devi usare il Modello Redditi PF. Eccezione: se hai sia redditi da lavoro dipendente che da lavoro autonomo occasionale (non abituale), puoi comunque usare il 730 in alcuni casi. Chiedi conferma a un CAF.

Cosa faccio se nel 730 precompilato mancano delle spese mediche che ho sostenuto?

Puoi aggiungere le spese mancanti prima di inviare. Seleziona la voce corrispondente, inserisci l’importo e conserva le ricevute. Se aggiungi dati, la dichiarazione non è più accettata “senza modifiche” e l’Agenzia può verificare le spese che hai aggiunto. Non è un problema se hai i documenti.

Ho un CAF o un commercialista: devo fare qualcosa io sul sito dell’Agenzia?

No. Se ti affidi a un CAF o a un professionista abilitato, sono loro a fare tutto. Ti chiedono i documenti, accedono al tuo precompilato con delega e inviano per conto tuo. Tu firmi un mandato. Non devi toccare nulla sul portale.

Quanto tempo ci vuole per ricevere il rimborso IRPEF dopo aver inviato il 730?

Se hai un sostituto d’imposta (datore di lavoro o INPS), il rimborso arriva in busta paga o sulla pensione di luglio-agosto 2026. Se non hai sostituto, il rimborso viene erogato dall’Agenzia delle Entrate entro fine anno, tramite bonifico sull’IBAN che hai indicato nella dichiarazione.

Posso correggere il 730 precompilato dopo averlo inviato?

Sì. Puoi inviare un 730 correttivo entro il 25 ottobre 2026. Oltre questa data puoi usare il Modello Redditi integrativo entro il 31 dicembre 2026. Se l’errore comporta un’imposta maggiore dovuta, non aspettare: le sanzioni si riducono se intervieni in tempi brevi.


Ultimo aggiornamento: 7 maggio 2026. Aggiornato con le scadenze e le modalità di accesso per la campagna dichiarativa 2026 (redditi 2025). Prossima verifica prevista: novembre 2026.

★ Fonti ufficiali consultate
Le informazioni di questa guida si basano su fonti istituzionali verificate.

Le cose che chiedete più spesso

Q.01 «Quando si può inviare il 730 precompilato 2026?» +
Te lo diciamo noi: Il 730 precompilato 2026 è disponibile dal 30 aprile. Puoi inviarlo dal 15 maggio al 30 settembre 2026 se sei un dipendente o pensionato. Oltre quella data si decade dal modello 730 e bisogna usare il Modello Redditi.
Q.02 «Cosa succede se accetto il 730 precompilato senza modificarlo?» +
Te lo diciamo noi: Se accetti il precompilato senza toccare nulla, l'Agenzia delle Entrate non può fare controlli sulle spese già incluse nella dichiarazione. È una tutela a tuo favore. Se invece modifichi o aggiungi spese, il diritto al controllo si ripristina.
Q.03 «Posso usare il 730 precompilato se sono lavoratore autonomo?» +
Te lo diciamo noi: No. Il 730 è riservato a lavoratori dipendenti e pensionati. Se sei autonomo con partita IVA devi usare il Modello Redditi PF, anche se in alcuni casi puoi presentare il 730 tramite sostituto d'imposta se hai anche redditi da lavoro dipendente.
Q.04 «Cosa faccio se nel 730 precompilato mancano delle spese mediche che ho sostenuto?» +
Te lo diciamo noi: Puoi aggiungere le spese mancanti prima di inviare. Seleziona la voce corrispondente, inserisci l'importo e conserva le ricevute. Se aggiungi dati, la dichiarazione non è più accettata 'senza modifiche' e l'Agenzia può verificare le spese che hai aggiunto.
Q.05 «Ho un CAF o un commercialista: devo fare qualcosa io sul sito?» +
Te lo diciamo noi: No. Se ti affidi a un CAF o a un professionista abilitato, sei loro a fare tutto. Ti chiedono i documenti, accedono al tuo precompilato e inviano per conto tuo. Tu firmi un mandato. Non devi toccare nulla sul portale dell'Agenzia.
Q.06 «Quanto tempo ci vuole per ricevere il rimborso IRPEF dopo aver inviato il 730?» +
Te lo diciamo noi: Se hai un sostituto d'imposta (cioè un datore di lavoro o INPS), il rimborso arriva in busta paga o sulla pensione di luglio-agosto. Se non hai sostituto, il rimborso viene erogato dall'Agenzia delle Entrate entro fine anno, tramite bonifico sul conto che hai indicato.
Q.07 «Posso correggere il 730 precompilato dopo averlo inviato?» +
Te lo diciamo noi: Sì, puoi inviare un 730 correttivo entro il 25 ottobre 2026. Oltre questa data puoi usare il Modello Redditi integrativo entro il 31 dicembre 2026. Se l'errore comporta un'imposta maggiore dovuta, conviene non aspettare per ridurre le sanzioni.
⚠ Nota importante Le informazioni contenute in questa guida hanno scopo divulgativo e sono aggiornate alla data indicata. Non sostituiscono il parere di un professionista (commercialista, avvocato, consulente del lavoro, patronato) per casi specifici. Per procedure che cambiano frequentemente, verifica sempre sul sito ufficiale dell'ente di riferimento prima di agire. chitelodice.it non è un ente pubblico e non ha responsabilità sulle decisioni prese sulla base di queste informazioni.