Domanda disoccupazione INPS: come farla, quando e cosa ricevi
Te lo diciamo noi: la domanda di disoccupazione si chiama NASpI e si presenta sul sito INPS entro 68 giorni dalla fine del rapporto di lavoro. Serve SPID, CIE o CNS, ci vogliono circa 15 minuti e non costa nulla. Ecco tutto quello che ti serve sapere prima di aprire il browser.
Cosa devi sapere subito
- La NASpI è l’indennità di disoccupazione principale: vale per la gran parte dei lavoratori dipendenti privati
- Hai 68 giorni dalla fine del contratto per presentare la domanda; ogni giorno in più che aspetti lo perdi
- Servono almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni e almeno 30 giorni lavorativi nell’ultimo anno
- L’importo parte dal 75% della tua retribuzione media mensile, con un tetto massimo rivalutato ogni anno da INPS
- Dopo il quarto mese la prestazione si riduce del 3% al mese, quindi conviene trovare lavoro prima possibile
Chi può fare la domanda di disoccupazione
La NASpI è disciplinata dal D.Lgs. 22/2015 e riguarda i lavoratori dipendenti del settore privato. Non tutti ci rientrano, quindi partiamo da chi ha diritto.
Hai diritto alla NASpI se:
- sei stato licenziato, per qualsiasi motivo
- il tuo contratto a tempo determinato è scaduto
- ti sei dimesso per giusta causa (ad esempio mancato pagamento dello stipendio, mobbing accertato, trasferimento non concordato)
- il rapporto si è risolto consensualmente in sede protetta (presso l’Ispettorato del Lavoro o in conciliazione sindacale)
- rientri nel periodo tutelato di maternità o paternità e ti sei dimesso
Non hai diritto alla NASpI se:
- ti sei dimesso volontariamente senza giusta causa
- sei un lavoratore autonomo, un libero professionista o un parasubordinato (per loro esistono altre tutele, come la DIS-COLL)
- sei un dipendente pubblico a tempo indeterminato
- hai raggiunto i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata
Se non sei sicuro della tua situazione, controlla direttamente sulla pagina INPS dedicata alla NASpI prima di procedere.
I requisiti contributivi: cosa conta davvero
Molti pensano che basti aver lavorato un po’ per avere la disoccupazione. In realtà ci sono due soglie precise.
Prima soglia: 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni. Contano le settimane di contribuzione effettiva nel quadriennio che precede la fine del rapporto. Non importa se hai lavorato per più datori di lavoro: i contributi si sommano. Non si contano i contributi di gestioni diverse da quella dei lavoratori dipendenti.
Seconda soglia: 30 giorni lavorativi nell’ultimo anno. Non 30 giorni di calendario, ma 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi prima della fine del contratto.
Se soddisfi entrambe le condizioni, hai i requisiti. Se hai dubbi, puoi verificare la tua posizione contributiva accedendo al cassetto previdenziale sul sito INPS con SPID o CIE.
Quanto vale la NASpI: importo e durata
L’importo non è fisso: dipende da quanto guadagnavi.
Come si calcola l’importo:
INPS calcola la tua retribuzione media degli ultimi 4 anni di lavoro. Sull’importo così ricavato applica il 75%, fino a una soglia mensile che per il 2026 è di circa 1.352 euro (il valore viene aggiornato ogni anno in base all’indice ISTAT). Se la tua retribuzione media supera quella soglia, la NASpI è pari al 75% della soglia più il 25% della parte eccedente, comunque entro il massimale mensile fissato per legge (per il 2026 intorno a 1.550 euro).
Come si calcola la durata:
La NASpI dura la metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni. Se negli ultimi 4 anni hai accumulato 200 settimane di contributi, ricevi la prestazione per 100 settimane, cioè circa 23 mesi. Il limite assoluto è 24 mesi.
La riduzione progressiva:
Dal quinto mese la NASpI si riduce del 3% ogni mese. Dopo un anno, l’importo che ricevi è sensibilmente più basso rispetto a quello iniziale. Non è una penalizzazione: è un meccanismo pensato per incentivare la ricerca attiva di lavoro.
| Mese | Riduzione cumulata | Esempio su 1.000 € iniziali |
|---|---|---|
| 1-4 | 0% | 1.000 € |
| 5 | 3% | 970 € |
| 6 | 6% | 940 € |
| 8 | 12% | 880 € |
| 12 | 24% | 760 € |
| 18 | 42% | 580 € |
Come fare la domanda passo passo
Puoi presentare la domanda in tre modi: da solo online, tramite patronato (gratuito), tramite CAF (gratuito per NASpI). Il canale più veloce è quello diretto.
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Procurati quello che ti serve. Codice fiscale, dati del contratto terminato (data inizio, data fine, tipo di rapporto), IBAN del tuo conto, credenziali SPID, CIE o CNS.
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Vai su inps.it e accedi. Clicca su «Accedi» in alto a destra. Scegli SPID, CIE o CNS. Se non hai nessuno dei tre, vai da un patronato: accede lui per te, senza costi.
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Trova il servizio NASpI. Nella barra di ricerca scrivi «NASpI». Oppure vai in «Prestazioni e servizi», poi «Sostegno al reddito», poi «NASpI». Clicca «Invia domanda».
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Compila il modulo. Inserisci i dati del rapporto cessato, il motivo della cessazione, l’IBAN per il pagamento. Controlla tutto. In particolare verifica la data di fine rapporto: è da lì che parte il conteggio dei 68 giorni.
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Invia e salva la ricevuta. Dopo l’invio compare il numero di protocollo. INPS ti manda anche una mail. Conserva entrambi.
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Aspetta la risposta. INPS di norma risponde entro 30 giorni. L’esito arriva nella tua area personale e via mail. Se mancano documenti, ti contattano prima.
Se preferisci non fare tutto da solo, i patronati (INCA, INAS, ACLI, CGIL, CISL, UIL e altri) ti aiutano gratuitamente. Prenotati per tempo: nei periodi di crisi occupazionale gli sportelli sono affollati.
Le scadenze: 68 giorni e non uno di più
La scadenza dei 68 giorni è perentoria. Se la superi, INPS non ti nega la NASpI in assoluto, ma la fa partire dalla data della domanda, non dalla data di fine lavoro. Ogni giorno che aspetti è un giorno di prestazione che non percepirai mai.
Come si contano i 68 giorni:
Il punto di partenza è il giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro. Se il contratto è scaduto il 10 giugno, i 68 giorni cominciano dall’11 giugno. La domanda deve arrivare a INPS entro il 17 agosto.
Caso particolare: licenziamento con mancato preavviso. Se l’azienda ti ha licenziato senza farti lavorare il periodo di preavviso e ti ha pagato l’indennità sostitutiva, i 68 giorni partono dalla fine del preavviso teorico, non dalla data in cui hai smesso di lavorare fisicamente.
Caso particolare: decesso del lavoratore. Gli eredi possono presentare domanda entro 68 giorni dalla data di decesso se il defunto non l’aveva ancora presentata.
Cosa fare dopo: obblighi e comunicazioni
Avere la NASpI non è solo incassare un assegno. Ci sono obblighi precisi. Se non li rispetti, INPS sospende o revoca la prestazione.
Dichiarazione di immediata disponibilità (DID). Contestualmente o subito dopo la domanda NASpI devi registrarti come disoccupato presso il Centro per l’Impiego e dichiarare la disponibilità a lavorare. INPS e i Centri per l’Impiego si scambiano le informazioni, ma è meglio non aspettare che lo facciano da soli: vai al CPI entro 15 giorni dalla domanda.
Patto di servizio personalizzato. Il Centro per l’Impiego ti chiama per un colloquio. Ti propone un percorso di ricerca attiva di lavoro. Devi presentarti agli appuntamenti. Se non vai senza giustificato motivo, perdi la NASpI.
Se trovi lavoro, devi comunicarlo subito.
- Lavoro dipendente che dura meno di 6 mesi: la NASpI si sospende durante il lavoro e riprende alla fine.
- Lavoro dipendente che dura più di 6 mesi: la NASpI decade.
- Lavoro autonomo o parasubordinato con reddito annuo fino a 8.145 euro (soglia 2026): la NASpI continua ma ridotta; devi comunicarlo a INPS entro 30 giorni dall’inizio dell’attività.
- Lavoro autonomo con reddito oltre soglia: la NASpI decade.
Tutte le comunicazioni si fanno online sul sito INPS o tramite patronato. Il termine è sempre 30 giorni dall’evento.
Situazioni particolari: contratti atipici, stagionali, apprendisti
Contratti a tempo determinato stagionali. I lavoratori stagionali con contratti ripetuti nel tempo hanno diritto alla NASpI al termine di ogni stagione, se soddisfano i requisiti contributivi. La somma delle settimane di contribuzione di stagioni successive conta ai fini della durata.
Apprendisti. L’apprendistato è un rapporto di lavoro dipendente a tutti gli effetti. Se il contratto di apprendistato termina per volontà del datore (non dello stesso apprendista), hai diritto alla NASpI.
Lavoratori a chiamata (intermittenti). Hanno diritto alla NASpI se il rapporto si chiude formalmente. Non la maturano per i periodi di inattività tra una chiamata e l’altra: in quel caso si applicano regole diverse legate all’indennità di disponibilità.
Dipendenti pubblici a tempo determinato. Anche i dipendenti pubblici con contratto a termine hanno diritto alla NASpI se il contratto scade e non viene rinnovato. Non ce l’hanno i dipendenti pubblici a tempo indeterminato.
Se la domanda viene respinta
INPS può respingere la domanda per diversi motivi: mancanza dei requisiti contributivi, mancanza del requisito lavorativo, dimissioni volontarie senza giusta causa, errori formali nella domanda.
Cosa fare se ti respingono:
- Leggi con attenzione la motivazione. INPS è tenuta a indicarla.
- Se pensi che sia un errore, presenta un ricorso amministrativo a INPS entro 90 giorni dalla notifica del provvedimento. Si fa online dalla tua area personale.
- Se il ricorso viene respinto, puoi fare ricorso giudiziario al Tribunale del Lavoro. In quel caso conviene farti assistere da un patronato o da un avvocato specializzato.
Non presentare una seconda domanda identica alla prima: non cambia nulla e fa perdere tempo. Prima capisci perché è stata respinta, poi agisci di conseguenza.
Fonti ufficiali
- INPS — Pagina ufficiale NASpI
- INPS — Portale servizi online
- Normattiva — D.Lgs. 4 marzo 2015, n. 22 (norma istitutiva della NASpI)
- Ministero del Lavoro — Ammortizzatori sociali
Le cose che chiedete più spesso
Quanto tempo ho per fare la domanda di disoccupazione?
Hai 68 giorni dalla data di fine rapporto di lavoro. Se presenti la domanda oltre questo termine, perdi i giorni trascorsi: la NASpI parte dal giorno della domanda, non dalla data del licenziamento. Meglio presentarla entro le prime due settimane.
Posso fare la domanda di disoccupazione da solo senza il CAF?
Sì. Il canale diretto è il sito INPS con le tue credenziali SPID, CIE o CNS. Non è obbligatorio rivolgersi a CAF o patronati, anche se possono aiutarti se hai difficoltà con la procedura online. I patronati non ti chiedono nulla in cambio.
La NASpI spetta anche se mi sono dimesso?
Di regola no. Le dimissioni volontarie escludono la NASpI. Fanno eccezione le dimissioni per giusta causa, le dimissioni durante il periodo tutelato di maternità o paternità e la risoluzione consensuale raggiunta in sede protetta davanti all’Ispettorato del Lavoro.
Quanti contributi servono per avere la NASpI?
Almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti la fine del rapporto, più 30 giornate di lavoro effettivo nell’ultimo anno. Non contano i contributi versati oltre i 4 anni, né quelli di gestioni previdenziali diverse da quella dei lavoratori dipendenti.
Quanto dura la NASpI?
La durata è pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni. Se hai accumulato 104 settimane (2 anni) di contributi, ricevi la NASpI per 52 settimane. Il massimo assoluto è 24 mesi, indipendentemente dai contributi.
Posso lavorare mentre prendo la NASpI?
Dipende. Lavoro autonomo con reddito annuo sotto soglia (8.145 euro nel 2026): devi comunicarlo a INPS entro 30 giorni, la NASpI continua ridotta. Lavoro dipendente fino a 6 mesi: la NASpI si sospende. Lavoro dipendente oltre 6 mesi: la NASpI decade. Ogni variazione va comunicata.
Cosa succede se non comunico a INPS che ho trovato lavoro?
INPS recupera le somme non dovute e può applicare sanzioni amministrative. La comunicazione è obbligatoria entro 30 giorni dall’inizio del nuovo rapporto di lavoro o dalla percezione del primo reddito da attività autonoma. Non aspettare che te lo chiedano loro.
Ultimo aggiornamento: 12 giugno 2026. In questa revisione sono stati aggiornati gli importi massimi NASpI 2026 e le soglie reddituali per il lavoro autonomo compatibile.